Tram 9: la telefonata, 12 secondi e l’impatto. Ecco la timeline del deragliamento, decisiva per capire cosa è successo

Il Tramlink della linea 9 deragliato in viale Vittorio Veneto il 27 febbraio

Articolo: La chiamata del tranviere al collega 6 minuti prima della tragedia. La difesa: “Non era al telefono prima del deragliamento”

Articolo: Tramlink deragliato, il cellulare sequestrato all’ispettore e la chat cancellata con l’autista: la possibile svolta?

Articolo: Tram deragliato a Milano: malore o distrazione del conducente? La verità è nella scatola nera. Cosa sappiamo a due settimane esatte dalla tragedia

Milano, 20 marzo 2026 – L’ultima telefonata che il tranviere Pietro M. ha effettuato dalla cabina sarebbe iniziata poco meno di 4 minuti (esattamente 3 minuti e 52 secondi) prima del deragliamento del tram 9 che stava guidando nel pomeriggio del 27 febbraio in centro a Milano. La conversazione con il collega a cui circa mezz’ora prima aveva dato il cambio turno è durata 3 minuti e 40 secondi.

Di conseguenza, emerge dagli accertamenti degli inquirenti, ci sarebbe un lasso di tempo di appena 12 secondi tra il momento in cui si interrompe la chiamata e quello in cui il Tramlink numero 7707 di ultima generazione esce dai binari e termina la sua corsa impazzita contro un palazzo di viale Vittorio Veneto, a due passi da Porta Venezia. Uno schianto avvenuto alle 16.11 e 23 secondi, stando all’orario segnato dalla dashcam del taxi che lo ha ripreso in diretta.

Tram 9 deragliato a Milano, il legale di una donna ferita contesta l’ipotesi del malore per il conducente

Lasso di tempo ridotto

Un lasso di tempo che, essendo ridottissimo, potrebbe essere suscettibile di ulteriori correzioni: gli investigatori della Squadra interventi speciali della polizia locale, coordinati dai pm Elisa Calanducci e Corinna Carrara e guidati dal comandante Gianluca Mirabelli, stanno allineando attimo per attimo la timeline, per capire se effettivamente siano trascorsi 12 secondi o se quel numero vada ulteriormente abbassato fino a sfiorare la contemporaneità tra i due eventi.

In ogni caso, secondo questa ipotesi, l’autista del tram sarebbe stato al telefono a poche decine di metri dal tragico deragliamento, che ha provocato la morte di Ferdinando Favia e Okon Johnson Lucky e il ferimento di altri 54 passeggeri. Detto questo, l’ipotesi del malore, sostenuta sin dalle prime ore da M., resta in piedi.

Elementi che avvalorano l’ipotesi del malore

Due gli elementi che sembrano avvalorarla. Il primo: nonostante sia stato al telefono per 3 minuti e 40 secondi (non si sa se col cellulare all’orecchio, in vivavoce o con l’utilizzo di auricolari), il conducente – indagato per disastro ferroviario, omicidio colposo e lesioni colpose – ha effettuato regolarmente le fermate precedenti. Perché ha saltato proprio quella di viale Vittorio Veneto, che si trova a due passi dal punto dell’uscita dai binari e a meno di 300 metri da quella appena effettuata in piazza Repubblica? Perché non ha attivato lo scambio per posizionarlo in modalità “dritto“? È possibile che il sessantenne abbia davvero avuto un mancamento mentre stava parlando con qualcuno? Ed eccoci al secondo elemento. Il collega che era al telefono con lui avrebbe riferito che la conversazione si sarebbe conclusa con un saluto da parte sua, al quale non avrebbe fatto seguito una risposta (nonostante la linea fosse ancora aperta).

Da qui l’ipotesi che M. abbia davvero “visto tutto nero”, vittima di una sincope vasovagale provocata da una botta all’alluce sinistro rimediata a inizio turno (attorno alle 15.40) mentre aiutava un disabile in carrozzina a salire sul tram in piazza Oberdan. La certezza sugli orari, al netto di quelli ricavati da telecamere e occhio elettronico interno del taxi, arriverà dall’analisi dei tracciati registrati dalla scatola nera, affidata al perito Fabrizio D’Errico.

Tram deragliato a Milano, il video delle telecamere interne: passeggeri sbattuti a terra e panico a bordo

Documenti da analizzare

Intanto ieri mattina i ghisa e i carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro si sono presentati nel quartier generale di Atm in Foro Buonaparte e in una sede distaccata del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per acquisire una serie di documenti ritenuti importanti per l’inchiesta: dal capitolato di appalto per la realizzazione e la fornitura dei Tramlink ai verbali di messa in servizio della vettura 7707 e di manutenzione ordinaria e straordinaria

Dallo stato di servizio del conducente negli ultimi tre anni alle regole interne dell’azienda trasporti per l’uso di cellulari in cabina, fino ai verbali di sorveglianza sanitaria di Pietro M. e a eventuali accordi sindacali o provvedimenti giurisdizionali sull’uso della videosorveglianza nelle postazioni di guida.

© Riproduzione riservata


© Quotidiano