Artemis 2, ritorno sulla Luna fra le polemiche: “Anomalia allo scudo della capsula Orion”. La Nasa minimizza

Quando il 6 febbraio 2026, prima data possibile per il lancio, quattro astronauti della NASA (Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch e, l’astronauta della Canadian Space Agency, Jeremy Hansen), partiranno a bordo della capsula Orion per la missione Artemis II, la prima missione lunare con equipaggio da oltre cinquant’anni, voleranno sapendo che uno dei componenti più critici del veicolo, lo scudo termico, presenta un problema noto.

Non si tratta di un rischio teorico, ma di un’anomalia osservata durante il volo di prova senza equipaggio Artemis I nel 2022. Da allora la Nasa afferma di aver individuato la causa del problema e di essere in grado di gestirlo. Non tutti, però, condividono questa valutazione. Un recente articolo pubblicato dalla Cnn fa il punto sulla questione.

Lo scudo termico è la barriera che protegge la capsula e l’equipaggio durante il rientro nell’atmosfera terrestre, quando la navicella affronta temperature superiori ai 5.000 gradi Fahrenheit. Orion utilizza un materiale ablativo chiamato Avcoat, già impiegato ai tempi delle missioni Apollo.

In Artemis I, però, lo scudo non si è comportato come previsto: invece di erodersi in modo uniforme, ampie porzioni di materiale si sono staccate, lasciando cavità profonde. “Questo è uno scudo termico anomalo”, ha spiegato alla Cnn Danny Olivas, ex astronauta Nasa e membro del team indipendente che ha indagato sull’incidente. “Non è lo scudo termico che la NASA vorrebbe mettere sotto i suoi astronauti”.

Dopo mesi di........

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