McGrath butta alle ortiche l'oro, poi lancia le racchette e fugge nel bosco |
Milano, 16 febbraio 2026 - Un finale che nessuno avrebbe immaginato, sulla Stelvio tirata a lucido per l’assegnazione dell’oro più tecnico dei Giochi di Milano Cortina 2026. Lo slalom maschile incorona lo svizzero Loic Meillard, ma l’immagine che resta impressa è quella di Atle Lie McGrath che, dopo l’errore decisivo, scavalca le reti e si rifugia nel bosco, sopraffatto dalla delusione.
Una gara dai due volti: nella prima manche, disputata sotto una nevicata sempre più intensa, McGrath – pettorale numero 1 – aveva sfruttato al meglio la pista ancora pulita, chiudendo in testa con 59 centesimi su Meillard e 94 su Gstrein. Una prova di forza, nonostante le condizioni difficili che avevano messo in crisi molti atleti. Nella seconda frazione, con il cielo più limpido e il fondo nuovamente compatto grazie al lavoro degli addetti, il norvegese doveva amministrare sei decimi di vantaggio sullo svizzero, autore poco prima di una manche perfetta. Ma sul primo cambio di pendenza, dopo un avvio contratto, è arrivata l’inforcata che ha cancellato il sogno d’oro.
La reazione è stata immediata e drammatica: urla, bastoncini lanciati a bordo pista, i parastinchi sfilati e gettati via, poi gli sci tolti e il passaggio sotto le reti di protezione. McGrath, che gareggiava con il lutto al braccio per la recente scomparsa del nonno, si è diretto verso il bosco con gli scarponi ai piedi, fino a lasciarsi andare a terra in preda alla disperazione. Un’immagine potente, simbolo della pressione che accompagna l’appuntamento olimpico. "Non dovremmo giudicare – ha spiegato Henrik Kristoffersen nel dopo gara – solo chi è atleta può capire quanta pressione sopportiamo e cosa significa gareggiare per vincere".
Oro a Meillard, argento a Gstrein, bronzo a Kristoffersen
È stato poi Meillard, 29 anni, a prendersi la scena con una seconda manche impeccabile, chiusa con il miglior tempo parziale e un complessivo di 1'53"61 (56"73 + 56"88). Per lui è la terza medaglia di questi Giochi e il quarto oro su cinque prove per la Svizzera nello sci alpino. Un successo che lo proietta definitivamente tra i grandi tra i pali stretti: adesso detiene sia il titolo mondiale sia quello olimpico di slalom, un’accoppiata che mancava da vent’anni. Alle sue spalle l’austriaco Fabio Gstrein, solido e preciso in entrambe le manche, e il norvegese Kristoffersen, bravo a rimontare nella seconda prova su un tracciato meno tecnico rispetto alle sue caratteristiche.
La pista di Bormio ha raccontato una storia doppia: al mattino fondo duro ma appesantito dalla neve, nel pomeriggio tracciato più scorrevole e visibilità migliore. Tra gli azzurri il migliore è stato Tommaso Saccardi, che ha chiuso dodicesimo dopo essere stato decimo a metà gara. Resta però il sigillo di Meillard su uno slalom clamoroso, chiuso tra colpi di scena e tensione. L’oro è suo, con pieno merito. Ma l’Olimpiade di Bormio verrà ricordata anche per quella fuga nel bosco di McGrath.