La sopravvissuta: “Abbiamo iniziato a ‘volare’. Mi sono risvegliata con i passeggeri ammassati su di me”

Lo schianto contro un palazzo. Il conducente: ho avuto un malore. .

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Milano – “Ho perso conoscenza. Quando mi sono risvegliata ero a terra con diverse persone ammassate sopra di me. La gamba destra mi faceva malissimo”. L.C., 60enne, operatrice socio sanitaria, è tra i passeggeri rimasti feriti sul tram 9 deragliato venerdì pomeriggio a Milano. Risponde al telefono da un letto dell’ospedale Fatebenefratelli, dove è ricoverata. “Sono dolorante ma, nella sfortuna, mi è andata bene. Tengo a dire una cosa: un platano accanto alla strada ha fatto da barriera, smorzando un po’ la velocità prima che il tram si schiantasse contro il palazzo. Se non ci fosse stato, probabilmente il mezzo si sarebbe ribaltato e io forse non sarei qui. Quell’albero mi ha salvata”.

A che fermata era salita?

“Due fermate prima. Venerdì sono uscita dal lavoro attorno alle 16 e mi sono diretta alla fermata di viale Monte Santo. Di solito prendo il tram 33 ma siccome il display segnalava un’attesa di 10 minuti mentre il 9 stava arrivando, ho deciso di salire su questo. Sarei arrivata a Porta Venezia per poi proseguire il viaggio fino a casa in metropolitana”.

C’erano tanti altri passeggeri?

“Sì. Il tram era pieno. Inizialmente ho pensato di andare verso il fondo ma poi ho deciso di sistemarmi più avanti, su un sedile basso. Uno di quelli che si possono abbassare all’occorrenza. La fermata successiva era quella di Repubblica, e il tram si è regolarmente fermato. Andava a una velocità normale”.

“In viale Vittorio Veneto ha saltato la fermata. Io, che ero seduta sul piccolo sedile e mi trovavo più in basso, ho avuto l’impressione che ci fosse qualcosa di strano sotto il mezzo, come se fosse “sganciato“ dalle rotaie. A un certo punto ho sentito che si sollevava da terra e c’è stato lo schianto, come un’esplosione. Io sono caduta sbattendo violentemente e ho perso conoscenza. Ero nella porzione anteriore del tram. Ho aperto gli occhi dopo pochi secondi, credo: c’era fumo, odore di bruciato, gente che urlava e piangeva. Io ero bloccata perché tante persone mi erano cadute sulla gamba. Alcuni cercavano di tirare le maniglie di emergenza per far aprire le porte. In fondo erano esplosi finestrini e porte”.

“Sì. C’era un ragazzo alto vicino a me, gli ho chiesto di darmi una mano ad alzarmi. Poi i soccorritori mi hanno aiutata a uscire. Ho chiamato mio marito, che mi ha raggiunta subito”.

“Sono molto indolenzita. Per fortuna non ho fratture ma ho la gamba contusa. Mi è andata bene. Quello che è successo è inconcepibile. Io penso alle persone che non ci sono più, ai feriti gravi, e ringrazio il cielo di essere viva”.

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