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L’Inter crolla in Norvegia: il Bodo vince 3-1. Ora serve la rimonta a San Siro /

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19.02.2026

Bodo, 18 febbraio 2026 – Il disastro delle italiane in Champions League è completo. Dopo Juve e Atalanta, anche l'Inter esce sconfitta dall'andata dei playoff di Champions League. In Norvegia arriva la debacle nerazzurra, frutto di un brutto secondo tempo, con il Bodo che vince per tre a uno prendendosi due gol di margine in vista del ritorno a San Siro. Nel primo tempo Fet ed Esposito per l'uno a uno parziale, ma nella ripresa i norvegesi dilagano in mezzo alle disattenzioni difensive nerazzurre e vincono meritatamente grazie ad Hauge e Hogh, che gettano l'Inter all'inferno. Ora al Meazza, tra sei giorni, servirà una vittoria con tre gol di scarto per accedere agli ottavil

Fet e Pio Esposito: botta e risposta

Chivu conferma le indiscrezioni della vigilia e lancia Esposito di fianco a Lautaro in attacco, mentre rifiatano gli esterni Dimarco e Luis Henrique, spazio a Darmian e Carlos Augusto. Bodo con Hogh prima punta affiancato da Hauge e Blomberg. Per l’Inter l’insidia è il freddo, anche se non c’è vento forte, e il campo sintetico, non in perfette condizioni. Il Bodo punta sul fattore casa e ci mette energia al cospetto di una squadra con un po’ di turnover, provando a mettere in difficoltà l’Inter negli spazi. Squillo ospite al 5’, Bjortfuft perde un brutto pallone a centrocampo così viene innescato Lautaro in verticale, ma il sinistro è murato sul più bello dal rientro della difesa. Bene l’Inter in fase di pressione, con un’altra recuperata, stavolta di Esposito, poi palla per Darmian che pesca il sinistro alto di Mkhitaryan. Il Bodo opta per una strategia attendista, variando il 4-3-3 in un 4-4-2 in fase difensiva, con Hauge ad aiutare sulla linea dei mediani.

I norvegesi cercano di lasciare solo il giro palla difensivo all’Inter, ma sulla verticale riescono a nascere buone trame appoggiandosi a Lautaro in versione di regista offensivo. Passa invece il Bodo, quasi all’improvviso, con una bella manovra in velocità trovando la fisicità di Hogh, poi prezioso colpo di tacco e infine il destro di Fet a trafiggere Sommer al 21’. Partita in salita per l’Inter che trova anche l’entusiasmo del pubblico di casa a sospingere i beniamini norvegesi che aumentano il tasso di energia sulle ali del vantaggio.

L’occasione, però, arriva al 26’ sul destro di Darmian, che si inserisce splendidamente sul secondo palo ma la conclusione si stampa sul legno a portiere battuto. L’Inter reagisce e poco dopo anche Barella ha una buona chance, incuneandosi verso l’area per poi saltare un avversario e concludere col destro, peccato che la sfera arrivi centrale tra le braccia di Haikin. Il gol è nell’aria, arriva al 30’ con Pio Esposito, lesto a girare in rete una palla vagante giunta da destra sul cross di Darmian e rimpallata su Carlos Augusto: destro secco e pareggio. Nel finale di tempo ci sono altre due occasioni, una punizione di Berg centrale e un diagonale ficcante di Carlos Augusto che mette apprensione ai gialli di Norvegia. All’intervallo resta l’uno a uno.

Hauge e Hogh firmano il tris

La ripresa si apre con una duplice occasione in pochi secondi; Barella scodella in verticale per Esposito, che stavolta cicca il destro, poi si avventa Lautaro ma il tap in è sporco e si spegne contro il palo a portiere battuto. Tempo un minuto e c’è la punizione dai venti metri di Carlos Augusto che impegna Haikin in due tempi, segno di un atteggiamento Inter positivo e aggressivo, ma non sarà così a lungo e il Bodo resta pericoloso: al 49’ il sinistro di Hogh obbliga Sommer alla paratissima a mano aperta. Il match è equilibrato e nessuna delle due formazioni riesce a prendere il sopravvento, da un lato il Bodo è attento laddove serve, mentre l’Inter difetta della qualità necessaria in fase di rifinitura e non trova quello che serve.

Al 60’ primi cambi, Lautaro si tocca il polpaccio ed esce zoppicante, dentro Thuram per precauzione e per far rifiatare il capitano, ma su una brutta persa in uscita dall’Inter, i padroni di casa ripassano in vantaggio cambiando l'inerzia della partita. E’ ancora Hogh a governare l’azione, troppo solo, per l’assist verso Hauge che spara di sinistro e infila la palla sotto la traversa: 2-1. All’improvviso, crolla l’Inter, che tre minuti dopo prende anche il terzo. Il fuorigioco non funziona e, sulla palla in verticale, Hauge è in posizione regolare per il facile tocco verso Hogh che segna praticamente a porta vuota. Massima difficoltà. Fatica a reagire la capolista della Serie A, perché il Bodo si chiude ancora di più, serra le linee a difesa del risultato e può speculare sul contropiede. Chivu deve cambiare ancora, per provare ad accorciare il divario anche in vista del ritorno e a venti dalla fine tocca a Bonny, Zielinski e Luis Henrique, ma i suoi non rispondono come dovrebbero e la qualità continua a latitare, così che Haikin vive abbondanti sprazzi di secondo tempo senza dover intervenire.

Dalla parte opposta, invece, il neo entrato Helmersen impegna in contropiede Sommer, col rischio addirittura del poker. A cinque dalla fine una palla vagante in area per poco non è preda di Augusto, ma la difesa sventa in affanno. Solo nel finale l'Inter riesce a spingere maggiormente e le palle in area spiovono con continuità, ma gli arcigni difensori norge sono attenti e sui duelli aerei sono imbattibili. In zona novantesimo dentro anche Diouf per gli ultimi assalti, ma il Bodo, senza neanche troppi affanni, regge e porta a casa il doppio vantaggio. Per l'Inter la necessità al ritorno di vincere con tre gol di scarto. Un'altra disfatta italiana in Champions.


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