Perché la rotta Artica è (per ora) una grande illusione. Cosa non spiega il boom di navi tra i ghiacci
Una rompighiaccio in azione
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Roma, 4 ottobre 2026 – La Via della Seta Polare non è una nuova telenovela venezuelana da primo pomeriggio. La rotta navale, che si snoda tra i mari del Nord, è in realtà il simbolo dei cambiamenti geopolitici (dalla crisi dello Stretto di Hormuz alle tensioni sulle rotte tradizionali) e climatici degli ultimi anni. Secondo l’ultimo report di Lloyd’s List Intelligence, i movimenti navali nell’Artico sono cresciuti dell’82% in tre anni. E lungo la Rotta Marittima del Nord (Nsr), il corridoio che costeggia la Siberia, a settembre sono stati registrati 133 viaggi: più del quadruplo rispetto allo stesso mese del 2022 e il 46% in più rispetto ad agosto. È stato anche un mese record per le portarinfuse, navi mercantili progettate esclusivamente per trasportare carichi secchi non imballati (dal ferro al legname, per intenderci), con ben 29 passaggi. Numeri che raccontano un boom e spingono gli esperti a chiedersi se i mari del Nord possano diventare una reale alternativa a Hormuz e Suez. Ma che vanno messi in........
