Repressione in Iran, le proteste si fermano. E Putin fa da mediatore. Si rafforza la presenza Usa /

Roma, 16 gennaio 2026 – Prosegue la repressione del regime degli Ayatollah al fine di bloccare le proteste. Nonostante il blackout delle comunicazioni (che potrebbe durare fino a marzo), infatti, trapela dalla Repubblica islamica l’istituzione di fatto di una legge marziale, con città militarizzate, posti di blocco, cittadini fermati senza un motivo apparente e tante persone rimaste ferite e trasportate in ospedale. Secondo l’Iranwire ad Abadan, città nell’est del Paese, “membri Basij (la milizia volontaria del regime, ndr) e agenti armati in borghese sono quasi in ogni angolo delle strade. La città è piena di posti di blocco e, oltre alla repressione e alle uccisioni, l’atmosfera di soffocamento è tale che non è possibile alcuna protesta”. Centinaia di arresti, invece, sarebbero stati compiuti ad Ahvaz e a Dezful e più di cinquanta persone sarebbero state uccise. Stessa atmosfera di terrore........

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