“Giacomo giustiziato come in un film”. Lo sconcerto della suocera di Bongiorni: “Ucciso davanti al figlio, non perdono” |
Anna Vita, la suocera di Giacomo Bongiorni
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Massa, 14 aprile 2026 – Sono passati quasi tre giorni dal pestaggio di sabato sera in piazza Palma a Massa. Ore e minuti infernali, lunghi come anni, un incubo che ha avvolto due famiglie: quella di Giacomo Bongiorni e della compagna, Sara Tognocchi. Il dolore ha ormai preso il sopravvento, alternato a una rabbia silenziosa. Anna Vita, la madre della donna, non fa sconti agli aggressori di quello che a luglio sarebbe diventato suo genero.
Potrà mai perdonare quei ragazzi?
“In questo momento non sono in grado di perdonare proprio nessuno, non si può giustiziare così una persona come se fosse un film. Non stiamo parlando di una semplice scazzottata. Si sono comportati da assassini. Hanno continuato a tirare calci anche mentre Giacomo e mio figlio erano a terra. Mio figlio è un giovanottone, ha avuto la forza di rialzarsi ma non si dà pace. Mi ha detto “potevo salvarlo, ma non ce l’ho fatta: siamo stati circondati da dieci ragazzi“. Insomma, un incubo”.
Come sta ora suo figlio?
“Adesso è tornato a casa, è stato dimesso ma è a pezzi. È sotto farmaci, ha il naso storto per le botte che ha preso mentre era sdraiato. Come se non bastasse ha anche un ginocchio spappolato e poi sente dolori dappertutto”.
La compagna di Giacomo, massacrato in piazza: “Il figlio gli teneva la mano e gli diceva ‘alzati, papà’. Non è caduto: lo hanno ammazzato di botte”
E poi c’era suo nipote, che non ha mai lasciato la mano del padre Giacomo.
“Un bambino di 11 anni, ha visto morire il padre, lo ha visto cadere a terra mentre veniva preso a calci sul viso e finito. Non me la sento nemmeno di definirli animali quei ragazzi, perché degli animali ho rispetto”.
Il padre di uno dei fermati si è offerto di pagare gli studi al figlio di Giacomo per riparare.
“Ma che discorsi sono... Ha perso suo padre, è stato ricoverato per attacchi di panico. Penserà a tutto la giustizia”.
Sabato sera l’escalation di violenza è durata pochi minuti, finiti in tragedia. C’è un’emergenza sicurezza? “Giacomo e mio figlio sabato sera hanno solo detto a quei ragazzi di non buttare per terra i vetri, che magari c’era il rischio che il bambino ci potesse cadere sopra. È stato a quel punto che sono stati accerchiati da questi dieci ragazzi e si è scatenata la violenza. Voglio giustizia, non chiedo nient’altro. Non c’è altro. Chiedo giustizia come madre di mia figlia, il mio desiderio è che le istituzioni facciano qualcosa per riuscire in qualche modo a salvaguardare le piazze di Massa. Che sono tre, quattro in pratica. La tragedia si è consumata in pochissimi minuti, una morte che si poteva assolutamente evitare”.
“Un bambino di 11 anni, ha visto morire il padre, lo ha visto cadere a terra mentre veniva preso a calci sul viso e finito"
Come vive questi giorni insieme a sua figlia Sara?
“Siamo tutti traumatizzati, abbiamo il cuore letteralmente spezzato. Quello che è successo sabato sera è una cosa davvero tremenda per la società. Qualcosa di incomprensibile. Io stessa ho avuto un malore ieri (lunedì, ndr) e sono in piedi per miracolo. Mia figlia poi è a pezzi, mio nipote è stato ricoverato perché ha avuto attacchi di panico. Non posso fare altro che augurarmi che la giustizia faccia il suo corso. Deve farlo...”.
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Stasera a Massa le strade si riempiranno di luce, grazie alla fiaccolata organizzata da Diocesi e Comune. Ci sarete?
“Sì, certamente. Ci sarà anche mia figlia Sara, che mi ha detto “potrò svenire, ma alla fiaccolata per Giacomo ci sarò“. E naturalmente anche io. Due ragazzi che si dovevano sposare a luglio, che avevano già la casa. Mia figlia aveva già disdetto la sua abitazione attuale. È una tragedia e vogliamo giustizia”.
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