E Dio creò la donna: BB, innocenza e provocazione. La diva libera (e ribelle) che non ha mai avuto paura delle sue idee / |
Un altro pezzo di un mondo. Un’altra icona di quella giovinezza che è stata – splendida, sfacciata, sexy – all’alba degli anni Sessanta. Brigitte Bardot ci lascia a 91 anni, anche se da tempo ci aveva lasciati, rifugiandosi nella “sua” Saint Tropez, negandosi ai fotografi, alle interviste, allo sguardo del mondo. Aveva lasciato la sua abitazione/rifugio, a La Mandrague, quella che da cinquant’anni aveva eletto a dimora, solo da poche settimane, costretta al ricovero nell’ospedale privato Sain-Jean di Tolone. Ma questi sono i dettagli della cronaca, la malinconica cronaca di un mesto finale.
Quello sguardo un po’ imbronciato. Quello sguardo, che aveva sempre un non so che di sfida. Il suo volto era quello delle francesi che potevano far perdere la testa al mondo intero, e sembravano non curarsene. Lo stesso sguardo di Sylvie Vartan, di Françoise Hardy.
Era nata a Parigi, il 28 settembre 1934, in una famiglia borghese, Brigitte Anne Marie Bardot. Era cresciuta con lo studio della danza classica e un’educazione severa: nascondeva, dietro la bellezza, un carattere timido. Ha quindici anni quando posa per la rivista Elle. È il primo segnale del destino che la attende: moda, fotografia, luce. Poco dopo, inizia la carriera cinematografica che la renderà una delle figure più iconiche del cinema mondiale.
Il suo debutto risale al 1952, con “Le trou normand” di Jean Boyer. Una frangetta, un basco, i dentoni, l’aria ancora da bambina. Non era ancora abbastanza per colpire l’immaginario del mondo. Ma con “Et Dieu créa la femme” – in italiano, “Piace a troppi” – diretto da Roger Vadim, all’epoca suo marito, Brigitte Bardot esplode........© Quotidiano