Il pellegrinaggio dei militanti padani fra striscioni e rose rosse: “Umberto ci ha insegnato i valori del coraggio e della libertà”

Bandiere, dediche e fiori per la morte di Umberto Bossi nella sua Gemonio

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Gemonio (Varese), 20 marzo 2026 – “Grazie capo, ci hai lasciato un grande insegnamento, quello di avere coraggio. E un sogno”. Davanti all’abitazione color ocra della famiglia Bossi, in via Verbano, le prime ore del mattino di un giorno che in cuor proprio nessuno avrebbe mai voluto che arrivasse sono contrassegnate dal mesto pellegrinaggio dei militanti leghisti. La salma di Bossi è stata traslata dall’ospedale di Circolo di Varese, dove il senatur (ricoverato da giorni) è spirato ieri sera, giovedì 19 marzo all’età di 84 anni, intorno alle 22,30. 

Il militante commosso: “Era parte della mia vita” 

La camera ardente, secondo indiscrezioni, è stata quindi allestita nell’intimità di casa. Alla quale possono accedere solo i famigliari e i parenti più stretti. Non esponenti politici, per espresso desiderio della moglie e dei figli. Per i lumbard, i bossiani, quelli della prima ora per i quali il colore verde è inciso come un tatuaggio sulla pelle, sono comunque aspetti secondari. L’importante è essere qui. Esserci in queste ore. Fra loro c’è Daniele Zorzo, arrivato dalla non lontana Albizzate. “Seguo l’Umberto dai tempi in cui andavo alle medie – racconta commosso –. Ha rappresentato una parte della mia vita che oggi se n’è andata per sempre. Se ne va un sogno. Rappresentava la Lega, quella vera. Il suo più grande insegnamento? Quello di avere coraggio e di essere liberi: la libertà è qualcosa che sembra che apparentemente abbiamo tutti, ma la libertà vera era la sua”.  

La bandiera e una rosa rossa 

Daniele Zorzo svela le sue emozioni dopo aver affisso sul cancello dell’abitazione dei Bossi la bandiera della Lega affiancata da una rosa rossa. All’interno della bandiera, quella storica con l'Alberto da Giussano con la spada sguainata e, più piccolo, il simbolo verde della Padania, la scritta: “La tua Lega, il nostro orgoglio. Il tuo coraggio, la nostra forza. Le tue idee, le nostre battaglie. Grazie capo!”. 

Arriva anche Salvatore Palazzo, militante storico leghista qui a Gemonio dal 1992 e, sempre qui, capogruppo in Consiglio comunale per una decina d’anni. “Con la sua discesa in campo ha unito l’Italia, e assieme a Berlusconi ha unito e rafforzato il centrodestra – racconta –. Anche quando era andato a Roma, Bossi era interessato a quel che succedeva nella sua Gemonio. C’intrattenevamo fino alle due di notte, a volte, dopo i Consigli. Bossi voleva la Lega al Nord, del Nord; che restasse un movimento politico e di battaglia non che diventasse un partito e tantomeno nazionale. E infatti io, nella Lega di Salvini non mi ci riconosco più”.

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È una di loro anche Gabriella, di Gemonio. E condivide la stessa linea politica. Quella fedele alle origini, quando il movimento filosecessionista e antimeridionalista raccoglieva percentuali bulgare alle elezioni. “Ho militato nella Lega negli anni Novanta grazie a Umberto Bossi, al quale ho sempre voluto bene. Era un uomo libero, e anche un uomo di compagnia – è il suo omaggio –. Quando stava bene girava per il paese, lo incontravi, ci scambiavi quattro chiacchiere. Era insomma uno di noi”. 

Reguzzoni e Giorgetti 

Gli esponenti politici? Mosche bianche oggi a Gemonio. I primi ad arrivare questa mattina, intorno alle 9, per portare le proprie condoglianze alla moglie Manuela e ai quattro figli, sono stati il ministro Giancarlo Giorgetti e l’ex presidente della provincia di Varese, ed ex capogruppo alla Camera dei Deputati, Marco Reguzzoni. Silenzio e dolore da parte di entrambi. Giorgetti è rimasto con la famiglia fin dopo mezzogiorno. Andandosene nel più totale riserbo. Entrambi varesini Reguzzoni e Giorgetti, e “imbevuti” di quella Lega indipendentista che qui, alla fine degli anni Settanta, ha mosso i suoi primi passi.  

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Il popolo della Padania ai funerali 

È a metà mattina che si apprende data e luogo dei funerali. Il proposito iniziale di una cerimonia intima, privata, viene presto accantonato. Impensabile, infatti, non considerare le migliaia di leghisti desiderosi di partecipare alle esequie e di dare l’ultimo saluto “all’Umberto”. È dunque sempre la famiglia che, con una nota ufficiale, e chiedendo riservatezza e rispetto per il lutto, fa sapere che "volendo condividere l'ultimo passaggio con il popolo della Padania e la grande famiglia della Lega, si è deciso che i funerali di Umberto Bossi si terranno a Pontida, domenica 22 marzo a mezzogiorno nell'abbazia del monastero di San Giacomo".  

La riservatezza di Gemonio 

Tutta Gemonio rispetta questo momento e questa richiesta. Via Verbano dalle prime ore del mattino è stata chiusa al traffico e sorvegliata con discrezione dalle forze dell’ordine. All’ingresso del paese, ad accogliere simpatizzanti, troupe televisive e giornalisti un grande lenzuolo bianco con la scritta verde e una dichiarazione d’amore: "Per sempre vota Bossi”. “Saremo per sempre i tuoi giovani padani".

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