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La convention di Dario Nardella: “Da Firenze le nostre proposte per le elezioni politiche 2027”

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27.02.2026

Dario Nardella, 50 anni, ex sindaco Adi Firenze, eurodeputato Pd dal 2024

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Firenze – Firenze, patria delle ’rottamazioni’ di renziana memoria, torna laboratorio politico del centrosinistra. Ma stavolta a tracciare un solco non c’è l’ex premier bensì il suo delfino ed ex amico Dario Nardella, europarlamentare dem che, con una due giorni nella vecchia Manifattura Tabacchi del capoluogo, mette a terra la piattaforma per tracciare il percorso politico che porterà il Pd alle politiche 2027. Due giorni per passare dalla “protesta alla proposta”, su più temi, dalla giustizia all’economia. Anche se è la sicurezza il tema caldo del primo giorno – venerdì 27 febbraio – all’indomani della forte posizione presa dallo stesso Nardella per ’ripensare’ i Cpr, “oggi pseudo-carceri”, ispirandosi al ’vecchio’ modello dei Cpt della Turco-Napolitano per “tornare a permanenze brevi e rimpatri veloci nel rispetto dei diritti”.

Il governatore dell’Emilia-Romagna Michele de Pascale, sul palco, è subito in sintonia con Nardella: “Sulla sicurezza – le sue parole – ho avanzato una proposta al governo, che finora non ha avuto risposta”. E cioè “coinvolgere maggiormente il sistema delle Regioni nelle politiche per la sicurezza”, visto che “di fatto siamo esclusi”. Sulla stessa lunghezza il sindaco di Milano Beppe Sala, in videocollegamento: “Non va bene il no a tutto” e in questo senso “la sinistra deve cambiare approccio”. Certo, osserva, “ci devono essere delle condizioni umane adeguate e trasparenza sulle regole ma in presenza di queste due cose, è quello che ti chiedono i cittadini: se uno commette un crimine grave cerca di rimpatriarlo”.

Poi Sala punge il governo ricordando “le promesse di Salvini di tanto tempo fa, i 600mila rimpatri l’anno”. “Noi oggi – aggiunge – rimpatriamo meno di 5.000 immigrati l’anno, di cui 500 a Milano. Sono il 10%, quindi la nostra parte la facciamo”. Però, prosegue, “non possiamo raccontare le balle sui Cpr come oggi: senza accordi di reciprocità internazionali che di fatto non ci sono” la soluzione è “la classica goccia nel mare”.

A parlare di sicurezza, oltre al sindaco di Bari Vito Leccese (“Le nostre piazze vengono percepite come insicure dai cittadini” ed è il frutto di “fenomeni di marginalità sociale, risultato di politiche migratorie completamente smantellate dal governo”) anche Luciana Lamorgese, già ministra dell’Interno, e Teo Luzi, ex comandante dell’Arma. Per Lamorgese i centri per il rimpatrio hanno un senso solo se funzionano come “porte girevoli” con rimpatri e accordi bilaterali veri con i Paesi esteri”.

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In collegamento è intervenuta anche la segretaria dem Elly Schlein la quale ha parlato tra le altre cose di difesa comune e politica estera prima di affondare il colpo sulla sanità: “Dal governo continuano a parlare del più grande investimento della storia del Paese. Ma è una menzogna, perché la spesa sanitaria non si calcola in termini assoluti, ma in rapporto al Pil. E quel dato, da quando c’è questo governo, è sempre sceso fino al minimo degli ultimi 15 anni”.

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