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Firenze, 8 marzo 2026 – James Talarico, 36 anni, ha vinto le primarie dei Democratici in Texas, Stato certamente non noto per il suo progressismo. Seminarista, presbiteriano, si era già fatto notare qualche mese fa, dopo l’omicidio di Charlie Kirk, fondatore di Turning Point Usa. Nel corso di un potente comizio, Talarico aveva spiegato che negli Stati Uniti non ci poteva essere (più) spazio per l’odio. Difficile a dirsi, ma ancora di più a farsi, in un Paese tragicamente noto per la sua feroce polarizzazione politico-sociale.

"Non ero d’accordo con Charlie Kirk su quasi tutte le questioni politiche, ma era un figlio di Dio. Era un nostro fratello. Un essere umano con un valore infinito. La violenza politica non ha posto in America”, aveva detto Talarico, che ha fatto suo questo messaggio per tutta la campagna elettorale, culminata poi nei giorni scorsi nella vittoria alle primarie, in vista delle elezioni di mid term di novembre.

"James Talarico ha vinto le primarie ed è diventato l’incubo dei repubblicani. Perché se un Dem vince in Texas allora tutto è possibile”, osserva il giurista Pasquale Annicchino. “La nostra campagna sta facendo scalpore in tutto il Paese”, ha detto Talarico. In palio c’è un seggio per il Senato. Per vincere le primarie Talarico ha scelto di puntare sulla conquista degli elettori ispanici, che in Texas sono 6 milioni e mezzo.

"La vittoria di Talarico non dice per forza se i Latinos stanno tornando verso i democratici, ma dà un’idea di cosa cercano nei candidati e nelle campagne elettorali”, ha osservato il Wall Street Journal. Talarico è riuscito a conquistare i Latinos con un messaggio incentrato su “fede, famiglia, lavoro e unione delle persone”, ha detto Chuck Rocha, uno dei principali consulenti della campagna di Talarico.

"I Latinos sono un popolo ambizioso, che vuole aspirare a qualcosa. Sono anche persone religiose e... favorevoli al populismo economico”, ha detto Rocha: “Quattro mesi fa non conoscevano James, abbiamo dovuto presentarlo, spiegare loro chi era, e quello che hanno visto gli è piaciuto”.

La comunicazione di Talarico è in effetti potente e sembra rivolgersi a un elettorato il più ampio possibile: "Se odiate la politica e non avete mai votato prima, c’è posto per voi in questa campagna. Se avete votato per i democratici, ma siete stanchi dei politici democratici che cedono sempre, c’è posto per voi in questa campagna”, ha detto domenica scorsa durante un comizio a San Antonio. “E se avete votato per Donald Trump, ma siete stufi dell’estremismo e della corruzione nel nostro governo, c’è posto anche per voi”.

Intanto ha battuto la collega Jasmine Crockett, adesso c’è da vedere se gli riuscirà il colpo più grosso alle elezioni di novembre. I Democratici americani sono da tempo alla ricerca di un’alternativa in vista delle elezioni presidenziali del 2028, quando Trump non potrà più esserci (sempre che non riesca a modificare la Costituzione) e i Repubblicani dovranno trovare un successore. Per ora è presto per dire se Talarico sia la persona giusta, ma intanto il candidato democratico va seguito con attenzione. "Occhio che questa può essere una svolta interessante...”, ha detto Matteo Renzi. Che serva un Talarico anche dalle nostre parti?

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