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Molestie e paura in bus. Rossella, autista esperta: “Non si vive più, lascio il lavoro”

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18.03.2026

Rosalinda Brazzò, guidava il bus della paura. è stata una delle prime donne ad essere abilitata da Seta

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Reggio Emilia, 18 marzo 2026 – L’inferno negli autobus, scene che si ripetono troppo spesso. Siamo a Reggio Emilia dove già in provincia, a Scandiano, poco più di un mese fa, venne brutalmente pestato un controllore da un gruppo di ragazzini. Stavolta un molestatore ha aggredito verbalmente una 16enne a bordo di un autobus di Seta, con irripetibili frasi a sfondo sessuale. Una ragazza ha preso le difese della minorenne, mentre l’autista donna (modenese) ha chiamato il 112. Ma all’improvviso qualcuno ha utilizzato lo spray urticante, costringendo la conducente a fermare il bus e ad aprire le porte per permettere ai passeggeri di scendere e mettersi in salvo. Ma all’arrivo delle forze dell’ordine, l’uomo si era già dato alla fuga. È successo in pieno pomeriggio domenica scorsa. L’autore viene descritto come italiano, tra i 40 e i 50 anni, e un habituè della linea extraurbana 195 di Seta (azienda che gestisce il tpl a Reggio Emilia, Modena e Piacenza) che parte da Boretto, nella Bassa, e arriva in piazzale Europa, dietro alla stazione centrale di Reggio città. Il suo identikit è in mano ai carabinieri che hanno acquisito anche i filmati delle telecamere a bordo del bus per identificarlo.

"Il molestatore sale sempre ubriaco, da anni chiediamo tasti anti-panico. Torno in Alto Adige"

Rosalinda Brazzò, lei era alla guida dell’autobus sulla tratta della paura.

“È stata la peggior giornata da quando faccio questo mestiere. E ho vent’anni di esperienza. Sono stata una delle prime donne ad essere abilitata da Seta alla guida degli autobus, pure con una specializzazione sulle tratte montane. Ma ora dico basta”.

“Sì, lascio l’azienda La Valle che gestisce in subappalto alcune linee per conto di Seta, lavorando per anni tra Modena e Reggio Emilia. Sono originaria di Sassuolo, nel modenese, ma risiedo a Salorno, in provincia di Bolzano, dove ho famiglia. Già mesi fa avevo fatto domanda per la Sasa, azienda di trasporto pubblico dell’Alto Adige e mi hanno presa. Mi mancano pochi giorni di servizio in Emilia, poi mi trasferirò definitivamente. Dopo domenica, la mia decisione è stata più che mai giusta. Qui non ci sono più le condizioni per guidare i mezzi con serenità e in sicurezza”.

Riavvolgiamo il nastro su quanto è successo.

“Conduco spesso quella tratta che parte dalla Bassa. A Cadelbosco è salito quest’uomo italiano, tra i 40 e i 50 anni, che è noto come ‘Cobra’, così mi hanno detto i passeggeri. È un frequentatore abituale della linea, spesso è ubriaco e si presenta con brick di vino o superalcolici. Importuna i passeggeri e anche me. Anche domenica, appena salito a bordo, ha cominciato a urlare chiedendomi di mettere della musica, ma io l’ho ignorato perché voglio evitare problemi. Poi ho cominciato a sentire una gran confusione e la sua voce roca inconfondibile”.

“Ha proferito parole pesanti a sfondo sessuale nei confronti di una 16enne. Una ragazza l’ha difesa, dicendogli di smetterla. Ma lui continuava. A quel punto ho minacciato di chiamare i carabinieri, ma altri si sono messi in mezzo dicendo di lasciar perdere. La ragazzina era terrorizzata, ha telefonato in lacrime a sua madre. Qui ho capito che la situazione stava sfuggendo di mano e così ho composto il 112”.

Ma la situazione è degenerata prima che arrivassero le forze dell’ordine...

“Sì, ero quasi arrivata al capolinea, in piazzale Europa dietro alla stazione di Reggio Emilia. Qualcuno a bordo, purtroppo non ho visto chi sia stato, ha spruzzato dello spray urticante. Mi bruciava la gola e non riuscivo a respirare. La stessa 16enne e altri passeggeri sono venuti da me chiedendomi di aprire le porte per farli scendere. E così ho fatto. Non si capiva più niente. Sono tutti fuggiti, compreso il molestatore”.

Lei poi è dovuta andare all’ospedale.

“Sono stata quattro ore al pronto soccorso. Nulla di grave per fortuna. Poi ho raccontato e denunciato tutto ai carabinieri che hanno già acquisito i video delle telecamere a bordo. Spero lo prendano presto, un personaggio del genere non può continuare ad agire indisturbato”.

Lei ha detto che non ci sono le condizioni di sicurezza per guidare i bus qui. Cosa manca?

“Sono anni che chiediamo all’azienda un tasto anti-panico a bordo collegato con la centrale delle forze dell’ordine, da premere in caso di emergenza. Domenica ho dovuto praticamente chiamare mentre ero al volante. Noi autisti dovremmo pensare solo a guidare, non a risolvere situazioni di pericolosità. E soprattutto noi donne non siamo abbastanza tutelate da Seta. Anzi vi dirò di più...”.

Prego, si sfoghi pure.

“Dopo quello che è successo ho chiesto di non essere riassegnata a questa tratta perché ho paura di incontrare di nuovo quest’uomo. E invece tra mezzora (l’intervista si conclude alle 16,30 di ieri, ndr) il mio turno inizia proprio sulla stessa linea... Questa mia denuncia mediatica, mettendodi la faccia, spero sia un incoraggiamento per tanti colleghi che troppe volte hanno ingoiato amaro”.

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