Salis agita il centrosinistra

Silvia Salis, 40 anni, è stata eletta sindaca di Genova nel maggio dello scorso anno

Articolo: Renzi lancia “le primarie delle idee”. Come funziona il nuovo laboratorio politico del centrosinistra

Roma, 12 aprile 2026 – Più che il mezzo prediletto stanno diventando un supplizio negletto. Ma "non ci sono alternative alle primarie" per la selezione della/il candidata/o premier del Campo largo progressista o di centrosinistra. Se ne dice convinto l’ex premier leader di Italia viva Matteo Renzi, nel mentre ospita a Roma una platea di esponenti dell’area liberal-moderata – che vagheggia di aggregare sotto le insegne elettorali di un’erigenda "Casa riformista". Lo conferma il leader 5 stelle Giuseppe Conte che, dopo aver lanciato con successo le primarie nello stagno del Campo largo sull’onda del No referendario, insistere a battere il ferro della partecipazione sulle questioni programmatiche, ma frena al contempo sul pericolo di allargamento dei concorrenti alla sfida. E ci si rassegnano con sempre maggiore, ma tacitata, preoccupazione dal Nazareno: dove vige la difesa d’ufficio delle primarie che hanno sancito l’ascesa della segretaria Elly Schlein alla guida del partito di cui ha rilanciato la capacità di presa elettorale, ma aleggia anche la crescente preoccupazione per la competitività dell’ex premier in caso di voto aperto.

Né Schlein né Conte, forti dei successi, sono ovviamente disposti a fare passi indietro. Tantomeno in favore di terzi nomi come quello della neo-eletta sindaca di Genova Silvia Salis. Su cui non si concentrano solo le attenzioni della componente centrista, che in subordine la vorrebbe alla guida di un cartello elettorale in grado di arrivare a doppia cifra, ma anche il lavorio trasversale inteso a individuare e investire una terza figura rispetto ai Schlein e Conte. Gioco che non piace alla prima cittadina, che si sarebbe infuriata per l’enfasi mediatica sulla sua disponibilità.

A maggior ragione le primarie stanno diventando insieme una via obbligata e un supplizio. Forse anche a sproposito. Se è vero, come sostiene Renzi, che si possono dimostrare una straordinaria occasione di mobilitazione. Parallelamente anche i 5 stelle hanno avviato la seconda edizione di "Nova", il loro laboratorio programmatico, che nelle intenzioni dell’ex premier potrebbe condurre anche a un restyling e cambio di nome del partito. Se però Renzi spera nella candidatura Salis per aggregare la claudicante gamba di centro di cui la sindaca non si sogna lontanamente di assumere la guida, Conte esorta invece a non lanciare nomi sul tappeto – si vocifera infatti anche dell’ex capo della polizia Franco Gabrielli) –: "Se ci mettiamo a parlare di nomi e cognomi oggi, allora sì che alimentiamo personalismo e divisioni", dichiara il leader 5 stelle esortando a concentrarsi sul programma. Anche se le primarie, per significare qualcosa, non possono essere solo un casting degli interpreti di una sceneggiatura al netto delle opzioni programmatiche

E il Pd? Domani si riunisce la direzione nazionale. Nel frattempo l’ordine di scuderia è "rinviare" e "silenziare". Almeno "8 mesi", propone il deputato schleiniano Marco Sarracino dall’iniziativa napoletana sul Mezzogiorno. Sulla stessa lunghezza d’onda il presidente del Stefano Bonaccini e tutti i dirigenti dem. Anche se tutti convengono con Andrea Orlando che poi la candidata sia Schlein. E forse fissare data e modi delle primarie salverebbe dallo stillicidio. Che poi si facciano o meno.

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