Il summit delle sinistre. Schlein a Barcellona: “II tempo della paura è finito”

L’incontro organizzato dal premier spagnolo Sanchez e con il brasiliano Lula. La leader dem: referendum e sconfitta di Orban puniscono le destre nazionaliste.

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Barcellona, 18 aprile 2026 – "Il tempo delle estreme destre nazionaliste è finito". Parola della segretaria del Pd Elly Schlein, a margine del ‘Global Progressive Mobilisation’ organizzato dal premier spagnolo Pedro Sanchez a Barcellona.

Si tratta dell’occasione da cui ci si aspetta che Schlein esca rinforzata nelle proprie aspirazioni di governo sia a livello di relazioni internazionali che di capacità politica personale. A cominciare da quella di fare squadra, come del resto sembra suffragare la folta delegazione con cui il Nazareno è sbarcato nella capitale catalana, dal responsabile esteri Giuseppe Provenzano al sindaco di Roma Roberto Gualtieri.

Schlein: il declino delle destre è iniziato in Italia

Per Schlein il declino delle destre è cominciato proprio in Italia "da quella grande mobilitazione della società civile, delle nuove generazioni, che ha portato 15 milioni di persone a difendere la Costituzione".

Poi è arrivato "un altro segnale molto forte con la sconfitta di Orban, che è stata anche una sconfitta di Trump, come una sconfitta di Meloni e Salvini". Adesso per la leader del Pd "è il momento di dire che insieme possiamo costruire un mondo diverso" rispetto a quello che stanno infuocando, mettendo le comunità e i Paesi gli uni contro gli altri".

"Sta a noi ricostruire da questo, puntando sulla pace, la solidarietà, il dialogo e la cooperazione", sostiene Schlein. Che in questa chiave partecipa al summit di Barcellona, orgogliosa del grande interesse per il risultato referendario e desiderosa di prendere appunti per la prossima sfida di governo che si reputa in grado di vincere.

"A noi interessa in questi giorni mettere a fuoco esattamente le priorità, perché noi, a differenza di chi governa oggi in Italia, sappiamo che da una situazione anche geopolitica drammatica come questa nessuno si salva da solo, ma ci si salva insieme".

Perciò le discussioni soprattutto coi partner europei riguardano "il salto in avanti di integrazione che chiediamo all’Europa". Che per la segretaria significa "superare i veti, fare le cooperazioni rafforzate con chi ci sta, rimettere in campo gli investimenti comuni indispensabili per ridurre le diseguaglianze, per rilanciare la manifattura europea e anche per porre le basi di una difesa comune".

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Ieri Schlein ha avuto "pomeriggio intenso" di numerosi incontri bilaterali: col presidente del Pse Stefan Lofven, con la capogruppo di S&D all’europarlamento Iratxe Garcia Perez, col leader dell’opposizione turca a Erdogan (il più interessato all’esito del referendum, in quanto il sindaco di Istanbul e potenziale sfidante rimane in carcere senza ottenere di comparire davanti ai giudici), col capo dell’opposizione giapponese, col segretario del partito rosso-verde olandese e col l’ex primo ministro palestinese e la delegazione di Fatah. In serata è prevista la partecipazione alla cena di gala con Sanchez e il presidente brasiliano Lula.

“Guerre illegali di Trump e Netanyhau devono finire”

Al centro dei lavori di Barcellona anche il confronto sulla situazione internazionale. "C’è preoccupazione perché questa tregua deve diventare un accordo di pace, questo è indispensabile", rileva Schlein, secondo cui le "guerre illegali di Trump e Netanyahu devono finire" e uno dei valori unificanti più forti che emerge dal summit è "proprio la pace".

Che per la segretaria dem "non solo nei rapporti internazionali, ma anche per le persone, per le cittadine e i cittadini che oggi chiedono tranquillità" rispetto alla "paura" fomentata dalle destre e che si è rivoltata loro contro.

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