La sfida post manovra è il deficit. Obiettivo: stop alla procedura Ue

Roma, 2 gennaio 2026 – La manovra da circa 22 miliardi di euro per il 2026, varata l’altro giorno dal Parlamento, nasce, nei numeri e nei contenuti, sulla base di una sfida politico-finanziaria netta: riportare l’Italia fuori dalla procedura europea per disavanzo eccessivo – quella che nel dibattito pubblico viene spesso chiamata “procedura d’infrazione” – già dalla prossima primavera, quando Bruxelles valuterà i dati a consuntivo del 2025. Ma questo non è un passaggio tecnico o solo economico: è la cornice che spiega perché il duo Meloni e Giorgetti hanno difeso, innanzitutto rispetto alla maggioranza, una linea di prudenza e perché, nelle settimane di confronto con la Commissione, il messaggio è stato sempre lo stesso.

Il ministro dell’Economia l’ha riassunto così: “Siamo sulla buona strada, percorsa con responsabilità e serietà”. Con la premier che parla, sulla stessa linea, di “manovra responsabile e seria”. Prima di mettere a fuoco la sfida........

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