Caro-benzina, incognita accise mobili. L’ipotesi del governo: bonus mirati per famiglie fragili

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Roma, 16 marzo 2026 – Più che un (solo) taglio lineare delle accise, il governo sembra orientato a una strategia di protezione mirata. La fiammata dei prezzi energetici innescata dalla crisi mediorientale e dal conflitto Iran-Israele-Usa riporta al centro il dossier carburanti, ma dentro la maggioranza prende quota una linea: non uno sconto per tutti alla pompa, bensì misure selettive per famiglie fragili, autotrasporto e imprese esposte al caro-energia e ai contraccolpi sull’export. Ad anticipare questa linea è stato Adolfo Urso nell’intervista a questo giornale.

Il ministro delle Imprese indica la priorità di “interventi compensativi mirati”, ricordando il costo elevatissimo del taglio generalizzato deciso nel 2022 dal governo Draghi. Ma, secondo fonti beninformate, quella posizione non va interpretata come una chiusura all’accisa mobile: al contrario, il dicastero considera praticabili due misure mirate ulteriori, senza escludere la leva fiscale. Il punto, spiegano le stesse fonti, è che sull’attivazione dell’accisa mobile deve esprimersi il Mef, perché la normativa vigente prevede un decreto congiunto Mef-ministero dell’Ambiente: il meccanismo, rilanciato dal decreto carburanti del 2023, consente di ridurre temporaneamente le accise per compensare il maggior gettito Iva legato al rialzo del greggio. La vera discussione, dunque, non è più “accise sì o no”, ma come combinare gli strumenti.

Sul tavolo ci sono risorse compensative per le famiglie con redditi bassi — nel solco della carta “Dedicata a te”, già rafforzata in passato — e un possibile sostegno agli autotrasportatori, sotto forma di credito d’imposta, per evitare che l’aumento del gasolio si scarichi subito sui costi di trasporto e quindi sui prezzi finali, alimentando nuova inflazione. Per il capitolo energia delle imprese, invece, il quadro resta aperto in attesa delle valutazioni del ministero dell’Ambiente e soprattutto del “monte risorse” che dovrà quantificare il Tesoro.

Qui si concentra anche lo scontro politico. Elly Schlein incalza il governo: “Gli italiani non paghino le guerre di Trump”, chiedendo di restituire immediatamente ai cittadini l’extragettito Iva prodotto dal rialzo dei prezzi alla pompa. Il ministro e vicepremier Antonio Tajani, da parte sua, non chiude all’ipotesi delle accise mobili, mentre Urso insiste sull’efficacia redistributiva di interventi più selettivi. È una differenza non soltanto tecnica: universalismo fiscale contro compensazioni mirate. Con un’aggravante, però: i tempi della politica non coincidono con quelli del distributore. Se i prezzi restano sopra i 2 euro al litro e il costo aggiuntivo per gli automobilisti continua a salire, il rischio per l’esecutivo è di apparire prudente sul bilancio, ma lento nella risposta sociale. Molto dipenderà dalle prossime due settimane.

Il Consiglio europeo del 19 e 20 marzo 2026 affronterà anche il Medio Oriente, e da Bruxelles potrebbe arrivare una cornice comune sulla sicurezza energetica e sul contenimento dei prezzi. A Roma, nel frattempo, gli uffici legislativi stanno studiando le forme tecniche dell’intervento. La scelta finale sarà politica: decidere se limitarsi a tamponare l’emergenza o usare la crisi per costruire una nuova architettura di protezione.

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