Carburanti, taglio alle accise: il governo le riduce per 20 giorni. Bonus per imprese e più controlli /

I prezzi dei carburanti in una stazione di rifornimento

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Roma, 19 dicembre 2026 – Un taglio delle accise per alleggerire subito il conto alla pompa, crediti d’imposta per autotrasporto e pesca, più controlli lungo tutta la filiera dei carburanti. È questo il pacchetto varato dal governo in un Consiglio dei ministri convocato a sorpresa in serata, alla vigilia del confronto europeo sull’energia. Un decreto che il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha firmato immediatamente da Salamanca, in Spagna, dove si trova per ricevere una laurea honoris causa.

Un intervento da poco più di mezzo miliardo che punta a tamponare gli effetti economici della guerra e soprattutto a disinnescare il rischio che la fiammata delle tensioni internazionali si trasformi in un’ondata di rincari per famiglie e imprese. La misura più visibile è il taglio delle accise su benzina e diesel per 20 giorni, con un effetto complessivo stimato in 25 centesimi in meno al litro, mentre per il Gpl è di 12 centesimi. Il governo è pronto anche a prorogare l’intervento se la crisi innescata dal conflitto con l’Iran non dovesse rientrare rapidamente. Non è passata invece l’ipotesi di rafforzare la social card carburanti per i redditi più bassi: la premier ha preferito una misura generalizzata, che raggiunga tutti gli automobilisti e non solo le fasce più fragili. È su questo punto che Meloni ha scelto di mettere la faccia. La premier ha rivendicato il decreto come una risposta necessaria contro "gli aumenti ingiustificati e contro la possibile impennata dei prezzi legata alla crisi".

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Prima al Tg1 e poi con il consueto video social, Meloni ha insistito sul fatto che l’esecutivo si è mosso per fare "il possibile per evitare l’impatto della crisi" sul sistema economico italiano. Il messaggio politico è chiaro: intervenire subito, prima che il caro-energia si scarichi a cascata su trasporti, logistica, beni di consumo e potere d’acquisto. La presidente del Consiglio ha anche sottolineato che, a suo giudizio, "è grazie agli interventi del governo se i rincari in Italia sono stati meno pesanti che in altri Paesi europei". È una linea difensiva ma anche offensiva: da un lato respingere le accuse di ritardo arrivate dalle opposizioni, dall’altro accredita l’idea di un esecutivo che prova a proteggere il mercato interno senza attendere tempi lunghi europei. Non a caso il decreto arriva prima del vertice di Bruxelles, dove Roma si prepara a tornare alla carica anche sul fronte degli Ets e dei costi che gravano sulle imprese energivore. E prima del referendum. Come fanno osservare dal Pd: "È una mossa elettorale".

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Accanto al taglio delle accise, il decreto mette in campo misure selettive per i settori più esposti. Per gli autotrasportatori viene riproposto il credito d’imposta sul gasolio già utilizzato nella fase più acuta della crisi ucraina, anche se la percentuale definitiva sarà fissata con un successivo provvedimento. Per la pesca, invece, è già definito un credito d’imposta del 20% sui carburanti per i mesi di marzo, aprile e maggio, con uno stanziamento di 10 milioni di euro. Due comparti che rischiano di essere immediatamente colpiti dall’impennata del diesel e che possono trasmettere gli aumenti all’intera catena dei prezzi. L’altro pilastro del provvedimento è la stretta anti-speculazione.

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Per tre mesi le compagnie petrolifere dovranno trasmettere ogni giorno al ministero delle Imprese i prezzi consigliati di vendita, con sanzioni pari allo 0,1% del fatturato in caso di omissioni. Viene inoltre rafforzato il raggio d’azione di Mister Prezzi, insieme a Guardia di Finanza e Antitrust, con controlli specifici sui "fenomeni distorsivi" nella filiera dell’approvvigionamento e della distribuzione. Nei casi più gravi potrà scattare perfino la denuncia per verificare eventuali "manovre speculative". Anche qui Meloni ha scelto parole nette, promettendo che il governo vigilerà affinché "i soldi degli italiani non finiscano agli speculatori". Il nodo, naturalmente, resta il tempo. Venti giorni possono bastare per assorbire uno shock breve, ma non una crisi protratta.

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