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Elia Del Grande, storia di un uomo in fuga: altri 12 mesi da ’sorvegliato’. Una bugia e sparisce nel nulla

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08.04.2026

Elia Del Grande e la compagna Rossella Piras, da 19 anni amministratrice dei suoi beni

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Varese – Era stata prorogata per un altro anno la misura di sicurezza per Elia Del Grande, il cinquantenne originario del Varesotto condannato per la “strage dei fornai“. Una decisione arrivata dal tribunale di sorveglianza di Torino al termine dell’udienza dello scorso 26 marzo, ma che si intreccia ora con una nuova fuga dell’uomo. Del Grande, che si trovava da mesi nella casa-lavoro di Alba, in provincia di Cuneo, non è infatti rientrato da un permesso concessogli proprio in occasione delle festività pasquali. L’allontanamento è avvenuto a pochi giorni dalla scadenza del periodo di sei mesi che avrebbe dovuto concludersi il 12 aprile.

La proroga della misura

In prossimità della scadenza del termine il suo caso, come impone la procedura, era tornato al vaglio del magistrato di sorveglianza per la verifica della pericolosità sociale. La procura generale del Piemonte aveva dato parere contrario all’azzeramento della misura, e a fine marzo il tribunale ha confermato la proroga. Ma Del Grande, nel frattempo è nuovamente scomparso nel nulla. Approfittando dell’ennesima falla giudiziaria: da un lato il riconoscimento della pericolosità sociale tanto da far prolungare la misura di sicurezza, dall’altro il permesso premio per Pasqua. La mancata presentazione nella struttura piemontese riporta ora l’attenzione su un soggetto che, secondo gli inquirenti, resta ancora socialmente pericoloso.

Se rintracciato, Del Grande dovrà scontare un periodo complessivo di diciotto mesi in casa-lavoro: ai dodici mesi stabiliti dal tribunale di sorveglianza si devono aggiungere i sei previsti dal precedente provvedimento. Le fughe adesso sono due. In meno di sei mesi. Già il 30 ottobre l’uomo si era allontanato da un’altra casa-lavoro, a Castelfranco Emilia, in provincia di Modena. In quell’occasione era stato rintracciato dopo circa due settimane nei pressi di Cadrezzate, suo paese d’origine, dopo essersi nascosto tra boschi e aree lacustri, riuscendo a eludere i controlli anche muovendosi di notte sul lago a bordo di pedalò presi nella spiaggia dietro la chiesa. Secondo quanto emerso e quanto ricostruito la scorsa volta, Del Grande avrebbe legami ancora attivi in provincia di Varese, dove vive la compagna. Elementi che potrebbe indirizzare oggi le ricerche delle forze dell’ordine, anche se il sindaco di Cadrezzate, Cristian Robustellini, ci tiene a precisare che «questa volta non è qui, magari potrà arrivarci, ma non adesso. Non abbiamo alcuna evidenza in tal senso».

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La strage dei fornai del 1998

La storia di Del Grande è legata a uno dei fatti di cronaca più drammatici della provincia. Nel 1998, a 22 anni, uccise a colpi di fucile il padre Enea, allora 58enne, la madre Alida, 53 anni, e il fratello maggiore Enrico (27 anni) a Cadrezzate.Panettieri di mestiere, li ammazzò perché contrari alla sua relazione sentimentale con una giovane dominicana. In primo grado fu condannato all’ergastolo, ma in appello gli venne riconosciuta una parziale infermità mentale, con la conseguente riduzione della pena a 30 anni di reclusione. Grazie ai benefici previsti dalla legge ne ha espiati 25, ma una volta uscito dal carcere è stato ritenuto ancora socialmente pericoloso. Da qui la misura di sicurezza in una casa lavoro, prima in Emilia Romagna e ora, dopo essere stato rintracciato e fermato a Cadrezzate, il 12 novembre, dai carabinieri del nucleo operativo di Varese e Modena e del Ros lo scorso 12 novembre, in Piemonte. Fino alla fuga di Pasqua.

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