menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

Missile sopra la Turchia, cosa dice l’articolo 5 della Nato: la regola del “tutti per uno” e il rischio di un’escalation incontrollata

13 0
04.03.2026

Il presidente della Turchia, Recep Tayyip Erdoğan, e le bandiere di Turchia e Iran al confine

L’allargamento del conflitto iraniano con il missile balistico (o un drone) diretto in Turchia e neutralizzato dagli apparati della contraerea Nato apre l’interrogativo sull’applicazione dell’articolo 5 dell’Alleanza Atlantica. Questo paragrafo stabilisce che un attacco armato contro uno o più membri della Nato è considerato un attacco contro tutti i membri che quindi hanno facoltà di intervenire in difesa del Paese aggredito. La morale è "Uno per tutti, tutti per uno”. Succederà ora?

C’è chi dice no, da Pedro Sanchez ad Anthropic. Cosa ha portato (per ora) sfidare l’ira di Trump

La Nato rischia di venire trascinata nel conflitto? Domande lecite anche se tuttavia, l’applicazione dell’articolo 5 non non è automatica e richiede una profonda valutazione politica unanime ma soprattutto si tende ad imboccare questa strada in casi estremi. Il caso del drone diretto in Turchia è tuttora soggetto a indagine per capire se si è trattato di un errore o di un atto deliberato.

Casi di minor entità, pur gravi, come può essere il drone verso Ankara sono spesso gestiti con consultazioni previste dall’articolo 4 e con estrema prudenza piuttosto che con una risposta militare collettiva immediata. La presenza della Turchia nella Nato agisce come deterrente. Attaccare la Turchia potrebbe portare a una escalation incontrollata. Nonostante le tensioni scatenate dall’attacco di Stati Uniti e Israele all’Iran, il governo turco mantiene una posizione complessa e quindi le valutazioni spettano intanto al singolo Stato. Ankara a volte è allineata a scomodi attori regionali come Iran o Russia in ambiti specifici, ma nello stesso tempo rimane un membro chiave della Nato che ospita strutture militari dell’Alleanza come una finestra aperta sul Medio Oriente.

Per adesso l’incidente turco verrà gestito per via diplomatica, ma l’articolo 5 rimane appeso a mezz’aria. Negli ultimi anni l’unico precedente di applicazione dell’articolo 5 è stato l’Afghanistan dove con l’aggressione dell’11 settembre agli Stati Uniti scattò l’impegno dei Paesi alleati.

Già il Il 12 settembre 2001 il Consiglio Nord Atlantico decise a tambur battente che gli attacchi terroristici contro le Torri Gemelle e il Pentagono rientravano nell'ambito dell'Articolo 5, riconoscendo che il raid proveniva da un Paese preciso, l’Afghanistan. Scattò cosi in breve tempo l'Operazione Enduring Freedom coordinata da Isaf (International Security Assistance Force) con il coinvolgimento diretto della Nato in per supportare gli Stati Uniti con il coinvolgimento dei Paesi alleati, Italia compresa. Inizialmente gli alleati hanno fornito sistemi logistici con arei per pattugliare i cieli e gradualmente l’impiego di truppe di terra. L’operazione afgana è durata 13 anni, dal 7 ottobre 2001 al 14 dicembre 2014 con l’impiego nel picco massimo di 100mila soldati. Le Forze armate occidentali hanno avuto 3500 morti, di cui 53 italiani.

© Riproduzione riservata


© Quotidiano