Dove sono (e cosa fanno) i militari italiani in Medio Oriente / |
Una foto d'archivio dei soldati italiani della Brigata Sassari (Ansa)
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Roma, 28 febbraio 2026 – Nella base Al Salem in Kuwait colpita da una missile iraniano si trovano circa 300 militari italiani. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha chiarito subito che i nostri connazionali coinvolti sono “tutti incolumi”. I missili balistici infatti indirizzati contro la base sono stati “intercettati con successo” dalla contraerea del Paese. Nelle vicinanze di Al Salem sarebbero caduti “frammenti e detriti dell'operazione”.
La base italiana in Kuwait è utilizzata per missioni di intelligence, sorveglianza e ricognizione e fornisce supporto logistico alle operazioni militari italiane in Africa orientale e nell'Oceano Indiano. Sono diversi i contingenti italiani impegnati in missioni estere nell’area interessata dalla turbolenza mediorientale.
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In Gibuti la base Guillet, in Kurdistan il centro nevralgico di Erbil
A Gibuti è attiva la base Amedeo Guillet, il leggendario comandante Diavolo il nostro Lawrence d’Arabia nella Seconda guerra mondiale, situata a Loyada.
Fornisce supporto logistico alle missioni dell'Unione Europea e della Nato nella regione. In Iraq le missioni italiane in passato durante il conflitto hanno impegnato centinaia di uomini. Attualmente la base italiana, una delle più importanti all’estero, si trova nel Kurdistan iracheno, ad Erbil ed è utilizzata per missioni di contrasto al terrorismo del Daesh che opera qui e in Siria e addestramento delle forze di sicurezza irachene.
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Le attività dei militari italiani sono incentrate ad offrire un sostegno complessivo al governo iracheno negli sforzi di stabilizzare il Paese diviso tra molte etnie che rivendicano autonomia e combattere il terrorismo in tutte le sue forme. È importante anche l’ attività di consulenza a favore dei funzionari iracheni, soprattutto del Ministero della difesa e dell’ufficio del Consulente per la sicurezza nazionale, oltre come detto alla formazione a favore degli istruttori militari. Nuclei di militari iracheni nei mesi scorsi sono anche stati ospitati in Italia per concludere il training.
La coalizione internazionale OIR
L’Italia è inserita dal 2014 nella Coalizione multinazionale denominata “Operation Inherent Resolve” – OIR, composta da 84 nazioni e 5 organizzazioni internazionali. Il nostro Paese ha anche dispiegato un piccolo contingente di carabinieri in Kuwait, che è stato spostato lì dall'aeroporto di Baghdad per garantire una posizione più sicura. Altri carabinieri sono dislocati al valico di Rafah a Gaza e in Cisgiordania, ma questa è un’altra storia.
In Libano dove Israele nelle ultime ore ha colpito alcune basi di Hezbollah, fedele alleato dell’Iran, sono dislocati poco più di mille militari italiani sotto la bandiera delle Nazioni Unite.
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La Brigata Sassari guiderà l’operazione Leonte
Nei settori meridionali del Paese è in corso lo schieramento della Brigata Sassari che dai primi di marzo guiderà l’operazione Leonte sempre nell’ambito della missione Unifil, che deve vigilare sull’applicazione della Risoluzione 1701 dell’ONU, finalizzata a mantenere la pace e a garantire il supporto e la protezione alle popolazioni locali in un’area difficile e fortemente instabile a causa del conflitto tra Israele e Hezbollah. La Missione Unifil comprende tra i propri compiti anche il controllo della Blue line, la linea di confine tra Libano e Israele, organizzare check points e pattugliare le zone a rischio insieme alle Forze armate libanesi.
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L’anno scorso in più di un’occasione Israele ha colpito, come “effetto collaterale” le basi dei Caschi blu italiani durante i raid contro Hezbollah. L’Italia prende parte anche alla Combined Maritime Forces, assetto marittimo multinazionale che opera nelle acque Medio orientali del Mar Rosso, nell’ Oceano Indiano e Golfo Persico, e il cui scopo è di mantenere la sicurezza marittima nella regione. La sede del Comando è in Bahrain, presso le strutture del Comando Americano di USNAVCENT.
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