Da 33 anni non hanno la tv in casa, arriva la multa: “Pagate il canone Rai”
Sono 33 anni che in casa Ugolini non si accende la televisione. Nel senso che non c’è nulla da accendere: manca proprio l’elettrodomestico. Quale sorpresa, dunque, per il capofamiglia Lanfranco, 60 anni, nel vedersi recapitare qualche giorno fa una multa per il mancato pagamento del canone Rai.
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Signor Ugolini, da quanto tempo non ha la tv in casa?
E cosa vuole da lei la Rai?
"Vogliono il canone del 2020: 120 euro".
E perché proprio quello?
"Credo perché quell’anno devo essermi dimenticato di mandare la pec in cui dichiaravo che non avevo la tv".
Vuol dire che sono 33 anni che lei manda pec?
"Sì, per forza. Lo devo fare ogni gennaio. Ma nel 2020 evidentemente mi è passato di mente. Loro se ne sono accorti e mi hanno mandato la lettera"
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"Ho mandato un’altra pec facendo presente che erano 33 anni che non avevo la tv, ma mi hanno detto che siccome non l’avevo dichiarato il canone lo dovevo pagare lo stesso".
Alla faccia del fisco amico.
"Infatti. E poi io faccio il ragioniere, ho accesso a internet, ho possibilità di inviare mail e comunicazioni. Ma non tutti ce l’hanno. Quelli come fanno?".
Comunque alla fine ha pagato.
"Sì, non c’era alternativa".
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Ma senta, da dove nasce questa avversione per la tv?
"L’abbiamo deciso io e mia moglie Leila da giovani, prima ancora di sposarci. Vedevamo certi bambini incollati alla tele per ore. Io facevo l’animatore in parrocchia, allora mi sono detto: ’Ma perché non fare l’animatore anche per i miei figli’? Una scelta da cui non siamo più tornati indietro".
Oggi ci sono gli smartphone, ma 33 anni fa era una scelta decisamente controcorrente. Mai nessun problema?
"Ricordo che un giorno a casa mia arrivò un funzionario dell’Agenzia delle Entrate che mi contestava di non aver pagato il canone. Gli dissi: ’Entri pure e cerchi la tv. Vediamo se la trova’. Non la trovò".
Senta, ma la sera, dopo cena, lei che fa?
"Di cose da fare ne trovo. Ho anche scritto un libro. Si intitola ’Pensa, credi, segna e osa’ e racconta la storia vera di una squadra di calcio, ’Casa 33’, interamente composta da ragazzi extracomunitari provenienti da Africa, America latina, Albania, Russia... provenienti da centri di accoglienza del territorio. Hanno 20/25 anni, e storie difficili alle spalle. Li accompagniamo in questa avventura". Altro che tv.
