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Insegnante accoltellata, il pm chiede una misura di sicurezza per 13enne di Trescore. Una perizia psichiatrica per valutare la pericolosità sociale

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31.03.2026

Le armi portate a scuola e la maglietta indossata dallo studente 13enne di Trescore: le foto erano state pubblicate in una chat su Telegram

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La procura dei minori di Brescia, competente anche per il territorio di Bergamo, ha depositato al tribunale dei minorenni la richiesta di una misura di sicurezza per il tredicenne bergamasco che mercoledì scorso a scuola, prima che iniziassero le lezioni, ha accoltellato la sua professoressa di francese, Chiara Mocchi, 57 anni, all’istituto Leonardo Da Vinci di Trescore Balneario.

Un provvedimento “eccezionale”

Ora spetterà al gip decidere sull’accoglimento. Un fatto definito dagli operatori della giustizia “eccezionale“, l’istanza di una misura simile, almeno sotto il profilo statistico, perché implica un accertamento della pericolosità sociale di un giovanissimo poco più che bambino, e che renderà necessario il passaggio di una perizia psichiatrica.

“Abbiamo pochi secondi, la stiamo perdendo: serve altro sangue”. Chiara Mocchi rivive gli istanti dell’accoltellamento e dei soccorsi disperati

“Nella mia lunga carriera di giudice ai minori di Brescia di misure di sicurezza ne ho viste applicate solo due”, ha dichiarato la presidente del Tribunale, Laura D’Urbino, operativa a Brescia dal 1999. In Italia gli infraquattordicenni non sono perseguibili penalmente, ma la mancata imputabilità non coincide con un vuoto di provvedimenti, anche restrittivi. È il caso della misura di sicurezza: qualora il ragazzino venga ritenuto appunto socialmente pericoloso il giudice, tenuto conto della gravità del fatto commesso e delle “condizioni morali della famiglia in cui il minore è vissuto”, recita l’articolo 224 del Codice penale, può disporre il ricovero in un riformatorio giudiziario - in casi di delitti non colposi punibili con pene non inferiori a tre anni - o sottoposto in libertà vigilata, il tutto finalizzato alla responsabilizzazione e del sostegno del minore.

Trasferito in Neuropsichiatria

Intanto lo studente, che la sera stessa dell’aggressione era stato allontanato dalla famiglia e posto in comunità, anche a sua tutela, nelle scorse ore è stato trasferito in ospedale, nel reparto di Neuropsichiatria, per permetterne l’accertamento delle condizioni psichiche. Una valutazione importante, che permetterà di scegliere la struttura più adeguata alla sua situazione, non è escluso di cura.

In cura da uno psicologo

Il tredicenne da qualche tempo era seguito da uno psicologo, prima un professionista privato, poi pubblico, per gestire le crisi d’ansia di cui lui, affetto da disturbo da deficit dell’attenzione, soffriva a scuola in generale. A insistere affinché il figlio intraprendesse un percorso psicologico erano stati proprio i genitori, che avevano colto il malessere del ragazzino. La procura minorile continua a indagare. Sul caso la magistratura ha aperto un fascicolo penale volto all’accertamento dei fatti e uno civile, per permettere la richiesta di interventi rieducativi e di collocamento.

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