Sabotaggi sull'Alta Velocità. Sicurezza delle ferrovie: “La rete è fragilissima. Ma è possibile blindarla”

Roma, 15 febbraio 2026 – Eugenio Milizia, si occupa di sicurezza ferroviaria da sessant’anni. Ingegnere informatico, uno dei padri dell’Ermts (European Rail Traffic Management System), il Safety-Critical System di gestione e segnalamento ferroviario, installato per la prima volta in Italia, che è diventato uno standard europeo e internazionale sul fronte della sicurezza dei treni. Origini tosco-pugliesi, ma con una lunga esperienza maturata fra Roma e Bologna, è stato uno dei pionieri della digitalizzazione delle Ferrovie dello Stato fin dagli anni 70. Ormai è uno stillicidio. Il ministro dei trasporti e le Ferrovie parlano, esplicitamente, di sabotaggi.

Milizia, che cosa si può fare?

“Può effettivamente darsi che siamo in presenza di attentati. Ma, vorrei subito dire una cosa: una rete ferroviaria, come tutte quelle del mondo, è fragile per motivi tecnologici intrinseci. Fragilissima. Basta pochissimo per bloccare o creare problemi alla circolazione. Può farlo anche uno scolaretto delle medie...”.

Ieri, giusto per restare sull’attualità, sulla linea ad alta velocità ci sono stati cunicoli lungo linea scoperchiati e i cavi contenuti bruciati.

“Oggi, con le nuove tecnologie, già disponibili, non solo possiamo eliminare al 100% questo tipo di problemi, ma potremmo anche risparmiare risorse e addirittura, si potrebbe migliorare di molto l’offerta ferroviaria”.

“La parola chiave è Ermts, un sistema che ho cominciato a studiare quando ero responsabile Ricerca e sviluppo digitale per l’applicazione informatica della sicurezza di FS. Poi, fra il 2000 e il 2010 ho cambiato azienda e ho continuato a lavorare su questo progetto a Bologna, in Alstom ferroviaria. È un sistema che gestisce la circolazione dei treni da un posto remoto (Posto Centrale) rispetto alla linea ferroviaria e alle relative stazioni. L’intero flusso di comunicazioni di controllo e comando della circolazione viene effettuato quasi tutto via radio e attualmente ha bisogno di pochi cavi residui o di altre infrastrutture via terra, facilmente eliminabili. Un sistema affidabile e sicuro anche con treni che viaggiano ad alta velocità. I dati statistici di 20 anni di esercizio confermano questo. Questo sistema Ermts, ad oggi è operativo solo su circa 1.400 km di rete, su un totale di 20.000 km”.

A che punto siamo con il progetto?

“Il piano di investimenti iniziale delle Ferrovie è partito nel 2021, con un investimento di oltre 3 miliardi di euro per 5.500 km da attivare per il 2027. La spesa complessiva per la parte restante della rete è di circa 13-15miliardi di euro e dovrebbe essere completata nel quinquennio 2036-2041. Tempi lunghi se si pensa che nel 2026 il sistema sarà installato solo su 200 chilometri di rete. Bisognerebbe accelerare. Anche perché con il cosiddetto “Ermts-Next”, di nuova generazione, l’infrastruttura potrebbe non avrebbe più cavi in linea e in stazione”.

D’accordo, ma il sistema garantirebbe anche dall’eventuale presenza di oggetti fisici sui binari?

“Già oggi siamo in grado di rilevarli. Ma, con le nuove tecnologie, potremmo disporre di una rete di sensori ancora più sofisticata, come quelli già in uso per i modernissimi passaggi a livello stradali, in grado davvero di rendere la nostra rete “blindata“ dal punto di vista della sicurezza. Del resto non si possono presidiare 20mila chilometri di rete a vista. Ma sarebbe anche inutile, dal momento che con le attuali tecnologie il monitoraggio automatico è già possibile. Ma lo sa che i cinesi hanno acquistato questa tecnologia sviluppata in Italia nel 2010 e, in quindici anni, sono riusciti a installarla su 50mila chilometri di rete?”.


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