Il mondo di Valentino, l'ultimo imperatore della moda: “Lusso mai ostentato” / |
Milano – Con la scomparsa di Valentino Garavani, non si spegne semplicemente la vita di un uomo. Si chiude, con un sussurro di seta, un’intera epoca. Il mondo perde l’ultimo testimone di un secolo in cui la moda era liturgia, un rito lento e personale, tessuto in atelier silenziosi da mani che trasformavano pazienza in bellezza. Egli lascia non solo un archivio di meraviglie, ma un’idea incisa come un diamante: che la bellezza sia una disciplina suprema, che chiede rigore monastico, dedizione assoluta, e la coraggiosa follia di credere che un orlo possa essere perfetto.
Ha insegnato che un abito rosso non è un semplice indumento, ma un’armatura di seduzione e potere. Che apparecchiare una tavola è un atto d’amore e di cultura, un’arte di vivere. E che circondarsi di bellezza – che si manifesti in un Picasso appeso alla parete di uno yacht, nel muso rugoso di un carlino, o nel bagliore di un tramonto sul Mediterraneo – è la forma più alta di gratitudine per la vita stessa.
Valentino se ne va, ma il suo Rosso resta. È un fuoco che continua a bruciare. E ogni volta che vedremo una donna avanzare a testa alta, avvolta in un drappeggio che sembra sconfiggere la gravità, sentiremo la sua presenza. L’Ultimo Imperatore sarà ancora lì, uno spettro esigente ed elegante, a controllare che la piega cada con precisione millimetrica, che ogni dettaglio sia un inno alla perfezione.
Perché il suo lusso non era mai vuota ostentazione. Era la creazione di un........