Il Diavolo veste Prada 2 ha l’anima di un necrologio scritto da ChatGpt: il film affossa il lusso e Hollywood (già febbricitanti)

La prima londinese de ’Il diavolo veste Prada 2’ con Meryl Streep, Anne Hathaway, Stanley Tucci e Emily Blunt

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Milano – Com’era quella massima sulla vita che imita l’arte e viceversa? Qui non solo non imita più l’arte, ma le impone il calendario delle uscite, le chiude contratti di collaborazione, infonde la logica della sponsorizzazione, piazza Starbucks nella tazzina, Coca Cola sui tavolini, i brand di fast fashion Old Navy e Target nel guardaroba e la casa editrice Condé Nast come cornice, mentre si osa una seriosità per giurare che si tratti ancora di cinema. The Devil Wears Prada 2, diretto sempre da David Frankel, scritto da Aline Brosh McKenna e prodotto da Wendy Finerman, arriva vent’anni dopo senza la leggerezza della commedia, ma con la gravità di un autoritratto photoshoppato. Il diavolo non c’è più, ma c'è........

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