I due volti mostrati al mondo: la ‘grande bellezza’ si scontra col realismo burocratico |
Quando l’Italia deve presentarsi al mondo non manda un ministro. Manda un tailleur Armani. Non è una battuta, ma un protocollo più incisivo di una dichiarazione diplomatica: una sfilata tricolore di tailleur pensati per la cerimonia e un tributo esplicito allo stilista da poco scomparso come vero collante di un Paese che quando decide di offrirsi allo sguardo globale, mette sempre in scena lo psicodramma della propria identità. In bilico tra la bruma urbana di San Siro e il cristallo dolomitico delle Tofane, l’Italia inscena la sua eterna doppia personalità. De Coubertin immaginava lo sport come “liturgia di pace universale”, la versione nostrana si rivela un set dove ‘La grande bellezza’ si scontra col realismo burocratico.
L’accensione simultanea dei bracieri - Tomba e Compagnoni a Milano, Goggia a Cortina - è capolavoro di diplomazia interna: nessuno scontento, tutti rappresentati, la regia costretta a un ping-pong visivo che suscita ammirazione e perplessità. La Bbc riassume: Unmistakable Italian Flair, elogio ambivalente che è al tempo stesso benedizione e maledizione. Ovvero: sappiamo fare scena, ma è teatro o........