Referendum, si vota il 22 e 23 marzo. Ma c’è il rischio di una sospensiva |
Roma, 13 gennaio 2026 – Le date ci sono e non stupiscono nessuno. Come anticipato venerdì in conferenza stampa da Giorgia Meloni, il Consiglio dei ministri ha cerchiato in rosso sul calendario i giorni del 22 e 23 marzo per il referendum sulla riforma della giustizia. Aspettarsi sorprese era impossibile. Contemporaneamente, si terranno anche le elezioni suppletive in Veneto per i seggi della Camera lasciati vacanti dai leghisti Alberto Stefani e Massimo Bitonci. Di nomi di candidati alla successione ne circolano diversi, in pole ci sono Giulio Centenaro e Laura Cestari. Protesta l’opposizione schierata sul "No": "Il governo ha paura, perciò accelera sui tempi", dicono i Cinque Stelle. "Così non si rispettano i cittadini", incalzano dal Pd. Mentre dall’Anm, Antonio Diella, presidente esecutivo del Comitato ‘Giusto dire No’ avverte: "Continueremo con grande impegno la nostra campagna di informazione rivolta a tutti".
Eppure, non è detto che in quella tornata primaverile si voti davvero. I 15 giuristi del comitato che sta raccogliendo........