Il Financial Times su Meloni: "Sarà un anno decisivo". Il nodo è la crescita lenta

Roma, 9 gennaio 2026 – Giorgia Meloni passa la giornata preparando quanto più possibile nei dettagli la conferenza di fine anno a scoppio ritardato. A Palazzo Chigi tutti prevedono che la politica estera farà inevitabilmente la parte del leone. Ma l’appuntamento è fluviale: vuoi che non capitino domande sull’economia? Sulle riforme istituzionali e sul referendum? Sulla legge elettorale? Sul Mercosur? Sull’immigrazione e i centri in Albania? Sulla sicurezza? Senza contare la vera spina che affligge ora la maggioranza: la lacerazione sull’eventuale scostamento di bilancio da devolvere in armi tonanti. È obbligatorio prepararsi a fondo su tutto. E la premier, che un certo spirito da secchiona non l’ha mai nascosto, fa il possibile per arrivare pronta e ben corazzata.

Proprio alla vigilia dell’evento arrivano a darle una mano due dati statistici inequivocabilmente positivi: lo spread rispetto alla Germania ai minimi del 2008, cioè prima del disastro Lehman Brothers. Livello minimo anche per........

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