Pusher ucciso dalla polizia, il sospetto della messinscena: 23 minuti di “buio”, l’agente sparito e la pistola fantasma
Milano – Ventitré minuti tra lo sparo che ucciderà il 28enne Abderrahim Mansouri e la chiamata ai soccorsi. Un agente che si sarebbe allontanato dalla scena del delitto, per poi ricomparire solo in un secondo momento. E il mistero della pistola-giocattolo, con tre domande che getterebbero un’ombra sulla linearità dell’indagine: è vero che Mansouri l’aveva con sé quando è stato ucciso dall’unico colpo esploso dall’arma d’ordinanza dell’assistente capo Carmelo Cinturrino? O non ce l’ha mai avuta, come sostengono i legali della sua famiglia, e di conseguenza non avrebbe mai potuto puntarla? E, ancora, perché non sono state trovate tracce nell’arma giocattolo che avrebbe dovuto impugnare Mansouri, stando alle ricostruzioni fornite?
Il poliziotto nel bosco e lo sparo fatale al pusher: 23 minuti di buco prima di chiamare i soccorsi, i dubbi sull’arma
Se il........
