Montepaschi deposita la lista del cda, l’incertezza non piace ai mercati: evaporati 900 milioni

Da sinistra Corrado Passera, Fabrizio Palermo e Carlo Vivaldi

Articolo: Mediobanca, addio Borsa: ok alla fusione con Mps. Il cda di Siena procede all’incorporazione e al delisting di Piazzetta Cuccia

Milano – Le manovre per il vertice di Montepaschi entrano nella fase decisiva e il mercato presenta subito il conto. Mentre l’istituto senese deposita la lista per il rinnovo del consiglio di amministrazione e convoca l’assemblea dei soci per il 15 aprile, a Piazza Affari evaporano oltre 900 milioni di capitalizzazione. Pesa l’incertezza degli investitori, che attendono di capire chi guiderà la banca nella realizzazione del piano strategico al 2030, presentato venerdì scorso dall’ad Luigi Lovaglio. Il quale, però, non compare nella lista di venti candidati presentata dal board. Al suo posto si apre una corsa a tre per la poltrona di ceo: i profili individuati sono quelli di Fabrizio Palermo, Corrado Passera e Carlo Vivaldi.

Secondo gli osservatori, il manager alla guida di Acea sarebbe in pole position, ma il percorso resta tutt’altro che scontato. La legge Capitali prevede infatti una seconda votazione in assemblea, nome per nome, per la nomina dei consiglieri di amministrazione. Un passaggio che potrebbe riaprire i giochi e che rende l’appuntamento del 15 aprile uno snodo chiave per la governance della banca più antica del mondo.

Lovaglio resterà comunque al timone fino all’assemblea dei soci. E l’ipotesi di un rientro attraverso una lista di minoranza appare al momento poco percorribile. Per la presentazione delle liste alternative c’è tempo fino al 24 marzo: oltre ad Assogestioni, che dovrebbe confermare i suoi tre rappresentanti, potrebbe farsi avanti anche l’imprenditore Giorgio Girondi.

Il riassetto della governance si inserisce in una fase strategica delicata. Dopo la presentazione del piano al 2030, che prevede tra l’altro il delisting di Mediobanca, i prossimi passaggi societari sono già segnati in calendario. Il 10 marzo sono attesi i cda sia di Mps sia di Piazzetta Cuccia, impegnati con i rispettivi advisor a definire il concambio della fusione. L’operazione punta a ritirare dal mercato il 13,6% ancora quotato della controllata. Il rapporto teorico si aggira attorno a 2,18 azioni del Monte per ogni azione della banca milanese. Intanto, a Piazza Affari, entrambi i titoli continuano a muoversi in territorio negativo. Ieri Montepaschi ha chiuso la seduta lasciando sul terreno il 4,19%, mentre Mediobanca ha fatto registrare un secco -4,55%.

Dalla comunicazione sul mancato rinnovo del mandato di Lovaglio, il titolo Mps ha bruciato circa 911 milioni di euro di capitalizzazione. “L’incertezza creata non ha favorito le quotazioni – osserva Alessandro Cominelli, executive director di Cfe Finance – Probabilmente, una volta individuato il successore, i fondamentali torneranno a essere il principale driver dei prezzi”.

© Riproduzione riservata


© Quotidiano