Escort e vip a Milano, una ragazza è rimasta incinta di un cliente. “Il pilota di F1 vuole una tipa a pagamento”, “ti mando la brasiliana”

L'interno della discoteca Pineta (club non indagato)

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Milano, 21 aprile 2026 – “L'altra volta ho fatto un tavolo di un calciatore (...) Ha speso tremila e io in una serata ho fatto 400 euro”. È una delle conversazioni tra una delle ragazze e gli organizzatori del presunto giro di prostituzione con clienti nel mondo dello sport intercettate dalla Gdf e riportate nell'ordinanza della Gip Chiara Valori, che ha disposto gli arresti domiciliari per quattro indagati, tra cui Deborah Ronchi ed Emanuele Buttini, marito e moglie titolari della società di organizzazione di eventi Ma. De. Milano.

“Le ragazze venivano pagate 70-100 euro a serata”

“Se faccio un tavolo, tutto quello che spende prendo il 10%”, spiega al suo interlocutore una delle ragazze, che venivano pagate “70-100 euro a serata” oltre a una percentuale sugli incassi del tavolo. Ragazze che a volte venivano fatte venire apposta dall'estero, offrendo loro un alloggio nella sede della società a Cinisello Balsamo.

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Una di loro, come emerge dalla conversazioni, sarebbe anche rimasta incinta dopo un rapporto. Serate che venivano organizzate in discoteche milanesi (i titolari non sono indagati) e in particolare al Pineta, un locale in via Messina dove c'era lo spazio per i “plebei”, ossia i comuni clienti, e l'area per i vip.

“Amo ci servono i palloncini, siamo al Duca, al Me Milan”. “Ti mando la brasiliana”

Nelle conversazioni emerge anche la fornitura di protossido di azoto, gas esilarante per uno sballo in grado di sfuggire ai controlli antidoping. “Amo ci servono i palloncini, siamo al Duca, al Me Milan”, spiega una ragazza. E l'interlocutore risponde: “Ti mando qualcuno”. Si parla anche di una serata organizzata per “quelli lì di hockey” e di un cliente nel giro della Formula 1. “C'è un mio amico pilota di Formula 1 che viene a Milano stasera, vuole una tipa da s...a pagamento”. “Ti mando la brasiliana”, risponde uno degli indagati.

Nella rete di sesso e sballo anche imprenditori

L’inchiesta, coordinata dalla procuratrice aggiunta Bruna Albertini e sviluppate dal Nucleo di polizia economico-finanziaria di Milano, ha portato all’arresto di quattro persone finite ai domiciliari con l’accusa di far parte di un gruppo, attivo nell'organizzazione di eventi della movida, "che ha promosso un'attività finalizzata al favoreggiamento e allo sfruttamento della prostituzione, con conseguente autoriciclaggio dei relativi proventi".

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In particolare, secondo l'accusa, gli indagati "avevano incentrato il proprio business sul reclutamento di donne, tra cui anche escort di professione, disponibili a partecipare agli eventi organizzati e pronte a rendere anche prestazioni di natura sessuale, successivamente remunerate, a favore di una clientela particolarmente facoltosa e disposta a spendere importanti cifre", tra cui – spiega una fonte – "personaggi molto noti" come imprenditori e calciatori. 

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