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Rinchiuso in un furgone dal padre per 2 anni: nudo e malnutrito, il bimbo non cammina più

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12.04.2026

Il furgone dove è stato trovato il bambino segregato dal padre in Francia

Roma, 12 aprile 2026 – In questi giorni la Francia è scioccata da una storia di inaudita crudeltà: un bambino di 9 anni è stato tratto in salvo dalle autorità dopo aver vissuto prigioniero all'interno di un furgone fin dal 2024. Il ritrovamento, avvenuto nel villaggio di Hagenbach, vicino ai confini con Svizzera e Germania, ha rivelato un quadro di degrado e sofferenza che ha lasciato sgomenti gli stessi soccorritori.

La macabra scoperta è avvenuta lunedì scorso, quando un uomo, insospettito dai “rumori di un bambino” provenienti dall'interno di un mezzo parcheggiato, ha allertato la polizia. Secondo quanto dichiarato sabato dal procuratore Nicolas Heitz, gli agenti, dopo aver forzato l'apertura del furgone, si sono trovati di fronte a una scena agghiacciante: il bambino era “disteso in posizione fetale, nudo, coperto solo da una coperta sopra un cumulo di spazzatura e vicino a escrementi”. Le condizioni fisiche del piccolo sono apparse immediatamente disperate: chiaramente malnutrito, il bambino non era più in grado di camminare a causa della prolungata permanenza forzata in posizione seduta all'interno dell'abitacolo. Come riportato dalla Cnn, l'orrore di questa prigionia domestica si è protratto per quasi due anni sotto lo sguardo ignaro di amici e parenti. Alle persone vicine alla famiglia, infatti, era stato fatto credere che il piccolo si trovasse ricoverato in un istituto psichiatrico, mentre agli insegnanti era stato comunicato il suo trasferimento in un'altra scuola. Il padre del bambino, attualmente in stato di fermo, ha tentato di giustificare l'atrocità dichiarando agli inquirenti di aver rinchiuso il figlio nel novembre 2024 “per proteggerlo”, sostenendo che la sua compagna volesse spedire il bambino, all'epoca di soli sette anni, in un ospedale psichiatrico. Tuttavia, le indagini della procura hanno smentito categoricamente la narrazione paterna. Il procuratore Heitz ha infatti precisato che non esiste alcuna cartella medica che attesti problemi psichiatrici pregressi nel bambino e che, prima della sua sparizione, il piccolo otteneva ottimi voti a scuola. Lo stesso, pur nella sua fragilità, ha confermato agli investigatori di aver avuto “grandi difficoltà” con la compagna del padre, arrivando a pensare, nel suo trauma, che il genitore “non avesse altra scelta” se non quella di segregarlo. Il piccolo ha inoltre confessato di non farsi una doccia dal 2024. Le conseguenze giudiziarie sono state immediate. Il padre è stato accusato di sequestro di persona e altri reati gravi, rimanendo in custodia cautelare. La compagna dell'uomo ha negato di essere a conoscenza della presenza del bambino nel furgone, ma è stata comunque colpita da accuse preliminari, tra cui l'omissione di soccorso a un minore in pericolo, ed è stata rilasciata sotto supervisione giudiziaria. Nel frattempo, la sorella di 12 anni del bambino e la figlia della donna, di 10 anni, sono state affidate ai servizi sociali. Mentre il bambino resta ricoverato in ospedale per tentare un difficilissimo percorso di riabilitazione fisica e psicologica, la comunità di Hagenbach si dichiara sotto shock. Le autorità continuano a indagare per capire se altre persone fossero a conoscenza della detenzione del piccolo e come sia stato possibile che un bambino di nove anni sia letteralmente svanito nel nulla per anni senza che nessuno facesse scattare l'allarme prima di quel provvidenziale intervento di un vicino.

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