Il tifone Sinlaku minaccia il Pacifico settentrionale: un 'mostro' con vento a 300 km/h

Il tifone Sinlaku, scatto della Nasa Earth Observatory / Michala Garrison

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Roma, 14 aprile 2026 – Non bastavano le tensioni geopolitiche e i notevoli impatti sul mondo dell’energia: il Pacifico Settentrionale è ora minacciato dal super tifone Sinlaku, che sta per abbattersi con una violenza senza precedenti nella regione. La tempesta, descritta dai meteorologi come una delle più potenti e precoci mai registrate, si sta dirigendo verso gli avamposti strategici degli Stati Uniti con venti che hanno raggiunto l'intensità di un uragano di categoria 5.

Secondo le analisi pubblicate da 3BMeteo, Sinlaku è stato protagonista di una "intensificazione rapidissima avvenuta in appena 24-36 ore", un fenomeno meteorologico estremo che lo ha visto trasformarsi da semplice tempesta tropicale a un ‘mostro atmosferico’ con venti sostenuti tra i 280 e i 295 km/h. Questa crescita esplosiva è stata alimentata dalle temperature eccezionalmente alte della superficie oceanica e da una scarsa resistenza dei venti in quota, rendendo il sistema una minaccia immediata per gli atolli di Guam, Saipan e Tinian.

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L'eccezionalità dell'evento è confermata anche dai dati satellitari della Nasa. Sinlaku è infatti il secondo ciclone di categoria 5 del 2026, dopo il passaggio di Horacio nell'Oceano Indiano a febbraio. Gli esperti dell'agenzia spaziale hanno sottolineato come il tifone, pur sviluppandosi nella troposfera, abbia generato onde di gravità visibili persino nella mesosfera, catturate dalle suite di radiometri infrarossi dei satelliti NOAA-20 e Suomi NPP. "Sinlaku è anche uno dei pochi tifoni di categoria 5 conosciuti per essersi verificati così presto nell'anno", osservano gli scienziati, evidenziando un trend di tempeste sempre più precoci e violente nel Pacifico nord-occidentale.

Sul campo, la situazione è di massima allerta. Come riportato dalla Associated Press, il tifone sta già sferzando Guam con piogge torrenziali e raffiche di vento fino a 100 km/h, nonostante l'occhio della tempesta non sia previsto colpire direttamente l'isola principale. Invece, le isole di Saipan, Tinian e Rota si preparano a un impatto diretto. Joshua Schank, meteorologo del National Weather Service a Guam, ha avvertito che Sinlaku dovrebbe mantenere la forza di categoria 4 o 5 durante il passaggio sopra le isole.

Per i residenti, il timore non è solo per l'impatto immediato, ma per le lunghe settimane di isolamento che seguiranno. Glen Hunter, residente di Saipan, ha riassunto la precarietà della vita in quello che viene chiamato il corridoio dei tifoni: "Siamo isole remote e bellissime nel Pacifico, il che è un vantaggio, ma in tempi di recupero diventa un enorme svantaggio per far arrivare i rifornimenti nei nostri porti danneggiati".

La risposta federale è già scattata. Donald Trump ha approvato dichiarazioni di emergenza per Guam e le Marianne Settentrionali, autorizzando l'invio di circa 100 membri dello staff della Federal emergency management agency (Fema) e specialisti del genio militare. I militari statunitensi stanno già ordinando al personale delle basi strategiche di restare al riparo, mentre la popolazione civile si sta barricando in case di cemento.

Tuttavia, le operazioni si inseriscono in un contesto politico complicato dallo shutdown record del Dipartimento della sicurezza internazionale; la Fema ha comunque assicurato che le funzioni di risposta alle emergenze resteranno attive attingendo ai fondi residui.

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