Gli arresti di Minneapolis e la fotografia che non avremmo voluto vedere più |
Varsavia 1943. Se questo è un bambino. Ha sei o sette anni, un cappello in testa e le braccia alzate, dietro di lui uomini armati. Conosciamo tutti quella foto in bianco e nero. L’abbiamo osservata sui libri di scuola, ci hanno insegnato a riconoscerla. E così quell’immagine è entrata nel museo delle nostre coscienze: nazismo, ghetto, deportazione, orrore.
Minneapolis 2026. Se questo è un bambino. Ha cinque anni, e anche lui ha un cappello, è di lana azzurra, e ha uno zainetto in spalla. Un adulto gli sta dietro, la mano che sembra guidarlo e invece lo trattiene. Quel bambino si chiama Liam, e nella cronaca che ci travolge in queste ore dal Minnesota militarizzato dagli uomini dell’Ice (Immigration and Customs Enforcement) è diventato “procedura”, “operazione”, “intervento”.........