Michael: il biopic su Jackson è un atto d’amore per i fan

Un film dalla struttura convenzionale e senza ombre che farà felice i fan. Come abbiamo già appurato nelle prime impressioni a caldo dalla premiere mondiale di Berlino. Con Jaafar Jackson dalla luce gentile in viso e uno straordinario Juliano Valdi

Dopo rinvii e rinvii, eccolo, finalmente, Michael, l’attesissimo biopic su Michael Jackson, dal 22 aprile nelle sale italiane distribuito da Universal Pictures.

Il Re del Pop moriva a soli 50 anni, nel 2009, lasciando una strepitosa e rivoluzionaria eredità musicale e una complessa e controversa storia umana. Il film di Antoine Fuqua di questo materiale poderoso e scottante oggi cosa fa? Ci racconta MJ come farebbe un fan, in una celebrazione artistica ed emotiva, trovando infatti il favore entusiasta dei “moonwalkers”, come abbiamo appurato a Berlino, all’anteprima mondiale del lungometraggio, tra giovani e meno giovani in mocassini neri e calzini bianchi, guanti di paillettes e giacche di pelle e strass.

Come Jaafar è diventato Michael Jackson

«Il processo di preparazione alla parte è stato divertente e difficile allo stesso tempo», ha detto Jaafar Jackson dalla Uber Eats Music Hall di Berlino.

29 anni, figlio di Jermaine Jackson, insieme a Marlon e Jackie tra i fratelli di Michael a sostenere il film, Jaafar ha una luce gentile in viso, che trasfonde con passione e delicatezza nel personaggio del celebre zio.

Ci ha messo due anni per prepararsi al ruolo, ballando ogni singolo giorno, fino a non sentire più i piedi. Ha seguito le lezioni del duo di coreografi Rich Tone Talauega, che hanno ballato con MJ nelle sue tournée a partire dall’HIStory Tour nel 1996.

MJ nella sua Isola che non c’è

Michael sceglie di inquadrare Michael Jackson sotto due sole luci: da una parte c’è l’artista strepitoso, capace di suscitare un’adorazione esaltata, dall’altra l’uomo oltremodo sensibile e attento ai più piccoli, che pian piano si affranca dal giogo del padre........

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