Trump tra pace e forza: la strategia militare globale della seconda presidenza |
Dalla Somalia all’Iran, dallo Yemen al Venezuela: ecco tutte le operazioni militari autorizzate da Donald Trump tra retorica pacifista e interventismo globale
Impegnarsi per la pace a Gaza e in Ucraina, ma non tirarsi indietro quando si tratta di intervenire militarmente in altre zone calde del Pianeta. Sembra questa la linea tenuta da Donald Trump che possiamo osservare nell’anno delle elezioni di mezzo mandato della sua seconda presidenza. Nel corso del primo anno del suo secondo mandato, ha autorizzato una serie di attacchi che vanno dall’uso senza precedenti di bombe antibunker contro i siti nucleari più fortificati dell’Iran fino a una prolungata campagna antidroga al largo delle coste venezuelane. Seppure definendosi un “presidente di pace”, definisce quella che sta applicando una strategia di “pace attraverso la forza”. Al suo insediamento dichiarò: “Misureremo il nostro successo non solo dalle battaglie che vinceremo, ma anche dalle guerre a cui porremo fine e, forse ancora più importante, dalle guerre a cui non parteciperemo mai”. Aggiungendo che la sua sarebbe stata una “eredità di cui andrà più fiero, quella di un pacificatore e unificatore”. Non è soltanto questione di somme algebriche sul numero di operazioni armate che ha autorizzato, quanto del fatto che i suoi predecessori non le dichiaravano apertamente alla stampa.
Ciò che invece è certo è quanto accadde già il primo febbraio 2025 in Somalia, quando le forze statunitensi azzerarono una cellula armata dello Stato Islamico per ridurre le capacità dell’Isis di........