Sinner e Antonelli: ecco quanto valgono davvero i due uomini d’oro del nostro sport |
Da Jannik Sinner a Kimi Antonelli: cifre, contratti e segreti finanziari dei due fuoriclasse che stanno dominando il tennis e la Formula 1 mondiale.
Ci sono stati gli anni di Valentino Rossi, quando l’Italia diventava una tribuna gialla fluorescente. E ci sono stati quelli di Federica Pellegrini, la ragazza di Mirano che nuotava come se avesse il cloro nel sangue. Poi, per anni, il grande sport italiano ha prodotto campioni magnifici. Mai, però, personaggi da copertina planetaria.
Adesso invece eccoli qui. Uno con la faccia da seminarista altoatesino e la violenza dei colpi da fondo campo. L’altro con l’aria del ragazzo che potrebbe ancora chiederti il motorino per andare in centro. Salvo poi salire su una Mercedes di Formula 1 e guidarla meglio di tutti.
Sinner e Antonelli: le nuove startup del capitalismo sportivo
Jannik Sinner e Andrea Kimi Antonelli non sono soltanto due fuoriclasse. Sono due startup del capitalismo sportivo contemporaneo. Il paragone tra i due manda in bestia Toto Wolff, patron del team Mercedes. Il manager che messo Kimi sul sedile di Lewis Hamilton, sette volte campione del mondo come Michael Schumacher. Tennis e Formula 1 vivono universi economici differenti. Ma i numeri parlano una lingua comune. La lingua del denaro.
Per capire la dimensione del fenomeno bisogna partire da una fotografia: oggi Sinner è il numero uno del tennis e Antonelli, a soli 19 anni, è già il leader del mondiale di Formula 1. Per ritrovare un italiano così in alto bisogna riavvolgere il nastro fino agli anni Cinquanta, all’epoca di Alberto Ascari. Un’Italia in bianco e nero, con le Lambrette, i cappotti lunghi e le Mille Miglia che sembravano duelli medievali con le carrozzerie al posto delle armature. Ascari correva senza halo, senza simulatori, senza social network e probabilmente senza la minima idea che, 75 anni dopo, un ragazzino bolognese con il nome “Kimi” sarebbe diventato suo erede a quattro ruote.
Ma il punto vero è che oggi il tennis non è più soltanto palline e racchetta e la Formula 1 non è più soltanto motori. Sono piattaforme industriali. Ecosistemi finanziari. E qui i numeri diventano romanzo.
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