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Quanta confusione sotto il cielo di Bibbiano

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06.12.2019

Ma quanta confusione riescono a fare, giornali e social media, sullo scandalo Bibbiano? Fanno confusione sulla sorte giudiziaria del sindaco del paesino emiliano, Andrea Carletti, indagato per abuso d’ufficio e falso ideologico, uno degli inquisiti che lo scorso 27 giugno era stato confinato agli arresti domiciliari, e che ora la Cassazione ha liberato dalla misura cautelare dell’obbligo di dimora. Fanno confusione perché, contrariamente a quanto su Carletti hanno scritto alcuni quotidiani (scatenando sui social media una ridda di precoci festeggiamenti nella parte politica del sindaco) la recente decisione della Cassazione non è affatto un’assoluzione definitiva. A dirla tutta, non è nemmeno un’assoluzione.

In realtà il sindaco Carletti, così come gli altri 27 indagati nell’inchiesta della Procura di Reggio Emilia, resta pienamente coinvolto nel procedimento sui presunti dieci affidi illegittimi di bambini: per lui come per gli altri indagati il pubblico ministero Valentina Salvi prima o poi chiederà il rinvio a giudizio e solo allora, finalmente, comincerà il processo penale vero e proprio. Poi arriveranno le sentenze e solo allora, finalmente si vedrà se le accuse reggeranno o meno alla prova dei fatti. E se ci sarà da festeggiare.

Va detto, però, che a Bibbiano la confusione è davvero tanta e non riguarda soltanto il sindaco: c’è ben altro, che ancora non torna. Affogato nei dubbi resta un dato fondamentale, cioè quello relativo alle richieste di allontanamento di bambini e adolescenti da parte dei Servizi sociali della Val d’Enza, il Consorzio di Comuni di cui Bibbiano è parte e che è finito al centro dell’inchiesta reggiana. C’è una statistica, di cui s’è molto discusso negli ultimi mesi, che scaturisce da un complesso lavoro di verifica annunciato ai primi di luglio da Giuseppe Spadaro, il presidente del Tribunale dei minori di Bologna che ha competenza su tutta la Regione. Pochi giorni dopo lo scoppio dello scandalo di Bibbiano, Spadaro aveva dichiarato di avere deciso di ricontrollare “una settantina di altri allontanamenti” di bambini della Val d’Enza, decisi dal suo Tribunale tra 2018 e 2019.

L’iniziativa era stata presentata dai mass media come uno scrupolo meritorio e s’era poi conclusa verso la metà di ottobre. Secondo quanto avevano riportato tutti gli organi di stampa, in una riunione svolta attorno al 12 di quello stesso mese Spadaro aveva rivelato una statistica importante, evidente frutto del lavoro di approfondimento........

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