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Le strane statistiche del giudice di Bibbiano

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22.12.2019

Giuseppe Spadaro, forse, ricorderà questo 2019 che ormai declina come uno dei peggiori anni della sua vita. Dopo un’estate infernale, e alla fine di un autunno da incubo, al presidente del Tribunale dei minori di Bologna sembrerà poca cosa perfino la grave intossicazione alimentare che in aprile gli aveva imposto un ricovero in ospedale.

Per Spadaro la guerra, quella vera, è iniziata alla fine di giugno, quando è scoppiata l’inchiesta «Angeli e demoni»: suo malgrado, da allora il magistrato è sotto i riflettori dei mass media e il suo ufficio è finito al centro dello scandalo per i presunti allontanamenti illegittimi dei bambini di Bibbiano, la cittadina emiliana che in quel campo (come l’intera Regione) è sotto la sua giurisdizione.

Nato 55 anni fa in Calabria, magistrato dal 1990 e dal 2013 in carica a Bologna, Spadaro ha disperatamente cercato di presentare se stesso e i suoi giudici come le «prime vittime» degli assistenti sociali coinvolti nell’inchiesta. Non è servito: il gorgo accusatorio dei social media lo ha risucchiato. A Spadaro «Angeli e demoni» ha rovinato anche luglio, agosto e settembre: il magistrato ha dovuto rinunciare al mare per scavare nei fascicoli da cui ha fatto uscire mille statistiche, a suo dire rassicuranti.

Ma l’inchiesta della Procura di Reggio Emilia, involontariamente, gli ha soprattutto stoppato la carriera: prima di Bibbiano veniva data per certa la sua promozione al vertice del Tribunale per i minori di Roma, il più importante d’Italia, per cui Spadaro aveva fatto domanda nel 2018. Il Consiglio superiore della magistratura........

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