Soldi pubblici e piattaforme private: come la serie di Fabrizio Corona su Netflix incassa quasi 800 mila euro |
l caso Corona è solo l’ultimo esempio: quasi 800 mila euro di fondi pubblici finiscono a una docuserie Netflix. E non è l’unica. Il meccanismo del tax credit continua a favorire colossi globali come Paramount e Sky, mentre al ministero della Cultura crescono dubbi e contraddizioni sui criteri di assegnazione
Al ministero della Cultura, in particolare alla Direzione generale cinema e audiovisivo, i conti continuano a non tornare. Dal punto di vista dei contribuenti, s’intende. Perché, visti dall’angolazione dei fruitori dei finanziamenti del dicastero di Via del Collegio romano, produttori cinematografici e televisivi, broadcaster e piattaforme multinazionali, i conti tornano alla grandissima, eccome. Dopo la scoperta documentata su La Verità da Davide Perego con una lunga e meticolosa inchiesta su decine di film e opere di scarso o inesistente interesse pubblico, alcune nemmeno approdate nei cinema, altre programmate in sale deserte, ma sostenute a vario titolo per anni e per svariate decine di milioni dai contributi del ministero della Cultura, prima con Dario Franceschini e poi con i suoi successori Gennaro Sangiuliano e Alessandro Giuli nel governo Meloni, dopo tutto questo si auspicava che i criteri di assegnazione dei medesimi fondi venissero ampiamente revisionati. Purtroppo, sembra di poter dire con una certa dose di rammarico........