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Spie Spa. Come l’intelligence conquista il mondo

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05.11.2019

Panama. Due uomini d’affari russi contattano un avvocato con i giusti agganci per far loro bypassare un po’ di leggi. Vogliono aprire un «puticlub» con prostitute e festini nel Paese centroamericano e sanno che lui, Janio Lescure, non è un Savonarola. Si incontrano in un ristorante di Madrid. Parlano. Parla soprattutto Lescure, e viene tutto registrato. Perché i due sono spie, ex agenti dei servizi israeliani ora contractor della società privata di intelligence «Black Cube», ingaggiata da un businessman panamense troppe volte tagliato fuori da appalti e commesse.

Hanno analizzato le abitudini del «target» e il suo profilo psicologico, probabilmente l’hanno hackerato per studiarne passioni e frequentazioni. Poi hanno costituito una società fittizia, imbandito la credibile identità di loschi businessmen moscoviti e attirato Lescure in Spagna, dove le leggi sulle intercettazioni sono più permissive. L’inconsapevole avvocato ha spifferato tutto sul sistema di mazzette trasferite a diversi giudici attraverso terze parti e conti off shore. A Panama è scoppiato lo scandalo. I professionisti son tornati nell’ombra.

Spie... Uomini sotto copertura, infiltrati, 007. Nel nostro immaginario sono agenti segreti della Cia, del Mossad o al servizio di Sua Maestà Britannica: dei James Bond che agiscono rischiando la pelle per il bene del loro Paese. Ma la realtà, oggi, può essere ben diversa. L’intelligence mondiale è stata rivoluzionata dal boom delle «private intelligence agencies» (o Pia), società indipendenti spesso composte da agenti che dopo essersi formati negli apparati governativi optano per il privato. Esistono da decenni, ma adesso stanno dilagando: un’economia valutabile in circa 20 miliardi di dollari all’anno. Fanno Humint (Human intelligence: raccolta di informazioni mediante contatti interpersonali), ma usano anche strumenti tecnologici e analizzano le informazioni che tutti noi forniamo in rete. Si arriva ad hackerare e fare disinformazione strategica (come la produzione di fake news), a screditare soggetti o organizzazioni, a manipolare i social media per influenzare l’opinione pubblica. Il tutto lecitamente, o almeno il più lecitamente possibile nelle zone lasciate grige da legislazioni nazionali impacciate, quasi naïf di fronte alla velocità con cui sta cambiando il mondo.

Mercenari? Siamo oltre. «Il mostro del mercenariato non esiste più» puntualizza Gianpiero Spinelli, 45 anni, ex Folgore, ex contractor in zone calde del Pianeta, fondatore a Londra di Stam Strategic & Partners Group, Private military security and intelligence company «come ce ne sono tante, ma si stanno diffondendo sempre di più, se n’è capita l’importanza. Oggi sono 10 mila i target nel mondo affidati a privati e circa 45 mila i contractors del comparto intelligence ingaggiati per attività una volta appannaggio delle agenzie governative». Numeri enormi, in aumento. «Le Pic costano meno e possono essere attivate........

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