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Diciamo più "no" ai nostri ragazzi

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31.10.2019

Tu li guardi ma non ti vedono. Tirano su un muro. Ogni cosa che dici, sbagli. Si assentano. Spariscono. Vivono in un mondo tutto loro, dal quale usciranno solo quando, a fatica, si saranno finalmente trasformati in farfalle e voleranno dentro la vita. Ma finché sono lì, nel loro bozzolo sofferente dell’adolescenza e della preadolescenza, macinati da brufoli e da un corpo che cambia in fretta, schiacciati tra il desiderio di essere grandi e l’illusione di poter restare piccoli, i tredici-quattordicenni sono davvero oggetti misteriosi. Complicati. Come sanno benissimo tutti i genitori che ci sono passati. Li hai accanto ogni giorno e non li conosci più. Non sai chi sono davvero.

E così può succedere che dentro quel mondo ragazzino con le tendine abbassate entrino dei mostri che loro manco conoscono. Ma da cui si fanno possedere, affascinati dall’aura di male che li circonda. Mi riferisco, in particolare, alla notizia choc dell’altro giorno, quando è stata scoperta una chat («The Shoah Party», l’avevano chiamata) di minorenni che si scambiavano video inneggianti a Hitler o all’Isis, immagini pornografiche, filmati di bimbe impegnate in atti sessuali, inviti allo stupro,........

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