Stranger Things, perché è una serie tv storica. E cosa significa davvero il finale

Stranger Things chiude con la quinta stagione: perché è diventata una serie storica e come leggere il finale tra sacrificio, crescita e memoria. – Attenzione contiene spoiler sul finale

Attenzione: il testo contiene spoiler sul finale di Stranger Things

Quando Stranger Things debutta nel 2016, Netflix è ancora una piattaforma in cerca di identità. Dieci anni dopo, con la chiusura della quinta stagione, la serie dei fratelli Duffer è diventata uno spartiacque: non solo un successo globale, ma un riferimento culturale capace di ridefinire il rapporto tra serialità, nostalgia, racconto generazionale e mainstream.

Stranger Things è storica prima di tutto per come ha rimesso al centro il racconto collettivo. Ha riportato la visione seriale a essere un’esperienza condivisa, creando eventi, attese, teorie, linguaggi comuni. In un’epoca di consumo frammentato, è riuscita a imporsi come appuntamento globale.

È storica per il modo in cui ha usato la nostalgia: non come semplice citazione anni Ottanta, ma come grammatica narrativa. Spielberg, King, Carpenter, i Goonies, Dungeons & Dragons non sono mai stati solo riferimenti estetici, ma strumenti per raccontare la crescita, la perdita dell’innocenza, la paura di diventare adulti.

Ed è storica perché ha accompagnato........

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