Da Bridgerton al Carnevale di Venezia, il fascino senza tempo del ballo in maschera
Dal ballo in maschera di Bridgerton al Carnevale di Venezia, passando per il Ballo del Doge e il Ballo di Firenze, un viaggio tra identità, anonimato e immaginario mondano.
La stagione mondana di Bridgerton si apre, come di consuetudine, con un ballo. Tra maschere e costumi, la serie firmata Netflix sceglie di inaugurare un nuovo capitolo affidandosi a uno dei dispositivi narrativi più antichi e potenti dell’immaginario occidentale. Il ballo in maschera non è soltanto una cornice spettacolare, ma una vera e propria soglia simbolica, uno spazio sospeso in cui le regole si attenuano, le identità si fanno porose e il destino trova il modo di insinuarsi. È in questo clima di ambiguità raffinata che prende avvio la storia d’amore tra Benedict Bridgerton e Sophie, un incontro fondato sull’anonimato, e su quella connessione che spesso emerge solo quando il nome e il ruolo vengono temporaneamente messi da parte.
Il ballo in maschera, del resto, nasce storicamente come spazio di sospensione dell’ordine costituito, tanto da diventare, tra........
