Il Giappone segreto è sul mare: 7 luoghi tra isole d’arte, spiagge vulcaniche e villaggi di pescatori

Oltre Tokyo, Kyoto e Osaka c’è un Paese fatto di traghetti notturni, dune affacciate sull’oceano, paradisi del surf e piccole isole abitate da più gatti che persone. Un itinerario lungo le coste giapponesi per scoprire il volto meno conosciuto dell’arcipelago

Il primo Giappone che viene in mente è quello dei grattacieli di Tokyo, dei templi di Kyoto e delle insegne luminose di Osaka. Eppure basta spostare lo sguardo verso il mare per scoprire un Paese completamente diverso: più lento, silenzioso e sorprendente.

È il Giappone dei treni che costeggiano l’oceano, dei traghetti che collegano isole vulcaniche, dei piccoli porti, delle spiagge amate dai surfisti e dei villaggi nei quali la vita continua a seguire il ritmo della pesca. Un’alternativa agli itinerari più battuti che intercetta anche una nuova sensibilità dei viaggiatori: secondo una ricerca realizzata da YouGov per Omio, il 18 per cento degli italiani cerca attivamente destinazioni meno conosciute e la stessa percentuale tende a evitare i luoghi considerati troppo affollati o sopravvalutati.

Non occorre rinunciare alle grandi città. Si può semplicemente usarle come porte d’ingresso verso un altro Giappone, seguendo una rotta che dalle coste del Mar del Giappone conduce alle isole artistiche del Mare interno di Seto, fino alle spiagge subtropicali di Kyushu.

Kanazawa, la capitale culturale affacciata sul Mar del Giappone

Kanazawa è spesso inserita negli itinerari per il giardino Kenrokuen, il quartiere delle geisha e le antiche residenze dei samurai. La sua posizione, tra le montagne e il Mar del Giappone, la rende però anche un punto di partenza ideale per esplorare il versante occidentale del Paese.

Da Tokyo si raggiunge in circa due ore e mezza con l’Hokuriku Shinkansen. La città fu uno dei grandi centri culturali del periodo Edo e ancora oggi è celebre per l’artigianato, le ceramiche e la produzione di foglia d’oro. Nei mercati, a cominciare da quello di Omicho, il legame con il mare emerge nei banchi di pesce e frutti di mare provenienti dalla costa di Ishikawa.

Chi ha qualche giorno in più può proseguire verso la penisola di Noto, una lingua di terra lunga circa cento chilometri caratterizzata da strade costiere, villaggi di pescatori e risaie terrazzate. L’area è stata duramente colpita dal terremoto del gennaio 2024 e la situazione di trasporti e strutture può cambiare: prima di partire è quindi indispensabile........

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