Iran fra proteste di piazza e lezioni del passato: il rischio di ripetere gli errori del 1953 |
Le proteste esplose in Iran a fine 2025 si trasformano in una rivolta contro la leadership degli ayatollah. Repressione dura, internet oscurato e il trauma dell’Operazione Ajax alimentano oggi timori di nuove ingerenze occidentali
Dagli ultimi giorni di dicembre 2025, l’Iran è teatro di una delle crisi sociali e politiche più profonde dalla Rivoluzione del 1979. Una protesta iniziata «solo» per la crisi economica si è rapidamente trasformata, in molte città e province, in una sfida aperta alla leadership teocratica degli ayatollah. Proteste che si sono estese dal Grande Bazar della capitale a oltre cento centri urbani e rurali del paese, con decine di migliaia di persone in piazza contro la repressione, la disuguaglianza e la gestione del potere.
I moti di fine 2025 sono nati inizialmente come risposta all’impennata dell’inflazione e al crollo del valore del rial causato dalle pesanti sanzioni imposte al paese da Europa e Stati Uniti. Questo ha comportato gravi ripercussioni sulla vita quotidiana dei cittadini iraniani.
«I commercianti si sono ritrovati costretti a chiudere le serrande nel Gran Bazar di Teheran quando la moneta ha raggiunto 1,42 milioni di rial per un dollaro, il livello più basso di sempre», riporta Euronews.
Nel volgere di pochi giorni, la protesta si è estesa alle classi medie urbane, agli studenti e a sindacati storicamente vicini al regime, come quelli dei bazaristi e degli insegnanti, trasformandosi in richiesta di cambiamento più ampio e di efficienti riforme economiche sostenibili.
Le autorità iraniane hanno risposto con durezza: internet è stato quasi completamente oscurato, comunicazioni interne limitate e un........