Sclerosi multipla: un “vecchio” farmaco può frenarla |
Uno studio pubblicato su Science Translational Medicine identifica bavisant come potenziale nuova terapia per la sclerosi multipla progressiva. Il risultato arriva dal network internazionale BRAVEinMS, coordinato dal San Raffaele di Milano
Una molecola già studiata in passato per i disturbi del sonno e della veglia mostra, per la prima volta, la capacità di proteggere i neuroni e di favorire la riparazione della mielina nei modelli sperimentali di sclerosi multipla progressiva. È bavisant, antagonista del recettore istaminico H3, al centro di uno studio pubblicato oggi su Science Translational Medicine e coordinato dall’Università Vita-Salute San Raffaele e dall’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano. Il lavoro identifica un candidato terapeutico in grado di agire su due dei meccanismi più devastanti della malattia: la neurodegenerazione e il fallimento dei processi di rimielinizzazione, che caratterizzano la forma progressiva della sclerosi multipla, oggi priva di terapie risolutive.
La scoperta nasce dal progetto internazionale BRAVEinMS, avviato nel 2017 grazie al........