Più esami, meno salute: così la mania dei check-up fa guadagnare le aziende e penalizza chi sta male |
Prevenire è meglio che curare, certo. Ma ora Big pharma esagera, spingendo i potenziali pazienti a effettuare il maggior numero di controlli medici, guadagnandoci. E così, chi è davvero malato deve affrontare lunghissime liste d’attesa e lo Stato perde soldi inutilmente.
Prevenire è meglio che curare è uno dei pilastri della medicina moderna. Ma quando lo screening si spinge oltre i confini del beneficio dimostrato dalla scienza, il rischio non è solo l’inefficienza: è il danno. Sempre più spesso, infatti, nel nome di una prevenzione portata all’estremo si finisce per fare il gioco di Big pharma, costantemente alla ricerca di nuovi pazienti-consumatori e sempre più incline a medicalizzare persone sane, spingendole verso accertamenti che nella maggior parte dei casi sono inutili.
È una deriva che snatura la medicina, ormai piegata a una logica di consumo più che di reale tutela della salute, e alimentata da una comunicazione lasciata nelle mani di centri medici privati che promuovono screening sempre più avanzati (e ovviamente a pagamento), di medici-guru che prescrivono integratori costosissimi per prevenire “qualsiasi cosa” e di influencer che si sottopongono a esami ultra sofisticati per fare check up di cui non avrebbero bisogno: con l’unico scopo di consigliarli (dietro compenso) ai propri follower. Dal pilastro della prevenzione siamo così precipitati nel grande paradosso della medicina iper-preventiva: una corsa ai controlli che promette sicurezza, ma produce sovra diagnosi (cioè il fatto che a persone sane venga diagnosticata o attribuita una malattia che non causerebbe loro alcun danno), ansia e una spirale di esami inutili.
Un meccanismo che pesa sulle tasche dei cittadini, sui bilanci della sanità pubblica e sulle già interminabili liste d’attesa, costringendo il Servizio sanitario nazionale a gestire le conseguenze di scelte nate ben lontano da reali indicazioni cliniche. «Il problema fondamentale di questi tempi che stiamo vivendo è che è stato completamente travisato il termine “prevenzione sanitaria”» dice a Panorama Maria Rita Gismondo, microbiologa clinica e consulente del........