Cervello esausto da smartphone e social: ecco cosa dice la scienza per rigenerarlo in estate
L’attenzione frammentata logora la mente. I neuroscienziati spiegano perché natura e arte sono le vere terapie per riattivare il cervello.
Quel continuo scrollare, le notifiche infinite, i messaggi WhatsApp che non ci lasciano tregua e i video di TikTok che ci tengono incollati allo schermo fino a tarda notte. Se il vostro inverno è più o meno passato così, in bilico tra la paura e nello stesso tempo il desiderio di una sana disconnessione, ormai incapaci di leggere un libro fino in fondo e al fianco di amici e colleghi che non riescono nemmeno a seguire un discorso più lungo di pochi secondi senza distrarsi, ebbene siete in ottima compagnia: i dati ci dicono che viviamo in un’epidemia di disattenzione, che aumentano le diagnosi di disturbi tipo Adhd anche in età adulta, e che la sindrome “Fomo” (Fear of missing out), che ci spinge a controllare sempre i social per paura di perderci qualcosa, un’informazione, un evento, è sempre più diffusa.
Il problema è che il cervello, di questa iperattività continua risente più di quanto pensiamo: se per anni la scienza si era focalizzata sullo stress come “primo nemico” del nostro benessere mentale, oggi i neuroscienziati puntano su un altro obiettivo, e cioè l’attenzione frammentata. La nostra mente è profondamente stanca, non siamo più capaci di concentrazione e questo va a influire su tutti gli aspetti della vita quotidiana, dal lavoro alle relazioni sociali. «Il cervello, come ogni altro organo, possiede una riserva funzionale che può essere utilizzata per affrontare situazioni di stress o particolari sollecitazioni», dice a Panorama Giancarlo Cerveri, vice presidente della Società italiana di psichiatria. «Se però viene esposto in modo continuo allo stesso tipo di........
